Foto online, il Politecnico di Torino a caccia di impronte

Le macchine fotografiche digitali e le fotocamere degli smartphone lasciano un'impronta univoca su ogni scatto. Si tratta di una sorta di "rumore" nell'immagine che un team di ricercatori del Politecnico di Torino ha intenzione di sfruttare per tracciare l'origine di ogni pubblicazione online: "un aiuto contro l'uso illegale e criminale delle foto".

L'impronta di una fotocamera
L'impronta di una fotocamera

Il prof. Enrico Magli del Politecnico di Torino ha ottenuto il riconoscimento dell'ERC Proof of Concept dell'Unione Europea per sviluppare il progetto "ToothPic", che traccia l'origine di ogni scatto in rete: un aiuto contro l'uso illegale e criminale delle foto online.

La ricerca è partita da una felice intuizione, ovvero che i sensori delle fotocamere sono realizzati con un certo numero di pixel imperfetti. Insomma, non sono tutti perfettamente uguali. Questa irregolarità è univoca e identificabile.

ToothPic, "A large-scale camera identification system based on compressed fingerprints" punta a dimostrare che tale impronta digitale può essere utilizzata per gestire efficacemente l'enorme quantità di foto presenti su Internet. Oggi si stimano circa 350 milioni di immagini condivise da un miliardo di utenti Facebook, per non parlare di Flickr, Instagram, Google+, Tumblr o Pinterest.

L'obiettivo del progetto è di realizzare un motore di ricerca che, data una macchina fotografica o una foto da essa scattata, sia in grado di rintracciare online tutte le foto scattate proprio da quella macchina. Questo permetterebbe non solo di individuare eventuali violazioni di copryright ma anche stabilire un collegamento tra scatti illegali e specifiche fotocamere nonché i rispettivi possessori. La classica "pistola fumante".

L'impegno quindi è di sfruttare la tecnica innovativa per la compressione di tali impronte digitali, precedentemente sviluppata dai ricercatori del Politecnico di Torino nell'ambito di un progetto ERC Starting Grant, per dar vita a una ricerca in tempo reale.

"Il motore di ricerca verrà validato su un database di impronte digitali ottenute scaricando fotografie da Flickr", conclude la nota ufficiale del Politecnico. 

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