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Gear S3 e Fit 2 flop, Samsung fuori dalla top 5 wearable

Il Q2 2017 conferma il podio del mercato wearable, con Xiaomi seguita da Apple e Fitbit. Male Samsung, che esce dalla top 5 a favore di Garmin e Fossil. L'azienda sudcoreana proverà a risollevarsi con i dispositivi presentati a IFA 2017.

Gear S3 e Fit 2 flop, Samsung fuori dalla top 5 wearable

Samsung è uscita dalla top 5 del mercato wearable durante il Q2 2017. È quanto emerge dal nuovo report realizzato da IDC, che ha di fatto confermato la tendenza già emersa nei primi tre mesi di quest'anno. Xiaomi guida la classifica, seguita da Apple e Fitbit, mentre l'azienda sudcoreana è stata scavalcata da Garming e Fossil.

Il Gear S3 e il Gear Fit 2, entrambi presentati lo scorso anno durante l'IFA di Berlino, non sono riusciti a convicere il mercato in termini di vendite. La questione va analizzata dividendo il segmento smartwatch da quello delle smartband, che presentano due logiche molto differenti tra di loro.

Wearable IDC

Per quanto riguarda gli smartwatch, si tratta di una tipologia di dispositivi che rappresentano la minoranza considerando il mercato wearable nella sua interezza. Sono infatti le smartband a vendere di più, caratterizzate solitamente da un rapporto qualità/prezzo decisamente migliore.

Leggi anche: Mercato wearable, Apple cresce ma la nuova regina è Xiaomi

Questo però non ha impedito a un prodotto come Apple Watch, comunque costoso, di registare delle ottime vendite, consentendo all'azienda di Cupertino di diventare il secondo produttore di wearable al mondo, alle spalle appunto di Xiaomi.

Wearable IDC

La chiave di volta per l'Apple Watch è evidentemente l'ecosistema nel quale è stato inserito, che gli consente di essere perfettamente integrato con i vari iPhone, iPad e Mac. Un vantaggio in termini funzionali che ha convinto gli utenti, disposti a spendere cifre sostenute pur di accaparrarsi l'orologio della Mela.

Situazione differente per il Gear S3. Samsung ha infatti puntato, da diverso tempo, sul proprio sistema operativo Tizen. Una scelta che inizialmente è sembrata sensata, nella logica di poter concretamente soppiantare Android Wear, la cui evoluzione ancora oggi appare procedere a rilento.

Wearable IDC

Peccato però che l'azienda sudcoreana, in termini funzionali, non abbia saputo sfruttare questa situazione dell'OS targato Google, con Tizen che, di fatto, non è stato sviluppato come sperato. Tutto questo mantenendo comunque dei prezzi sostenuti, visti i 429 euro di listino necessari per accaparrarsi il Gear S3.

Questo ha consentito ad un'azienda come Garmin, specializzata soprattutto in wearable dedicati a utenti con particolari esigenze sportive, di piazzarsi al quarto posto con 1,4 milioni di unità vendute nel Q2 2017. Com'è noto, gli smartwatch Garmin hanno prezzi sostenuti, giustificati però da funzionalità particolarmente sviluppate in ambito fitness, che evidentemente hanno convinto il mercato.

Wearable IDC

Discorso opposto per le smartband. In questo segmento sono i prezzi contenuti a rappresentare la vera discriminante. Basti pensare al primato di Xiaomi, con 3,5 milioni di unità vendute, molte delle quali sono rappresentate dalla Mi Band 2, un braccialetto smart acquistabile online anche a cifre comprese tra i 15 e i 30 euro

La logica dei prezzi contenuti in ambito smartband sta facendo perdere velocemente quota a Fitbit, che fino a qualche anno fa dominava incontrastata il settore. Considerando come il Gear Fit 2, al momento della presentazione, fosse stato posizionato a 229 euro, è apparsa subito evidente la difficoltà di riuscire a imporsi sul mercato, pur considerando alcune peculiarità come lo schermo OLED curvo.

Wearable IDC

In tutto questo scenario si inseriscono i nuovi wearable presentati da Samsung due giorni fa, in occasione dell'edizione 2017 dell'IFA di Berlino. L'azienda sudcoreana ha infatti svelato il Geart Sport e il Gear Fit 2 Pro, posizionati anch'essi a prezzi importanti, rispettivamente a 349 e 229 euro.

Leggi anche: Samsung wearable, i nuovi modelli presentati all'IFA 2017

Questa volta però la strategia dell'azienda sudcoreana è stata quella di cercare di strizzare l'occhio a un pubblico sportivo ancora più esigente, con l'introduzione, ad esempio, dell'impermeabilità con resistenza fino a 5 ATM (circa 50 metri di profondità). Quasi un voler sfidare proprio Garmin sul suo stesso terreno. 

Wearable IDC

Staremo a vedere che tipo di accoglienza riserverà il mercato a questi Gear Sport e Gear Fit 2 Pro. La sensazione però è che sarà ancora il rapporto qualità/prezzo a dominare questo settore, in attesa che questi dispositivi possano concretamente compiere il definitivo salto di qualità in termini funzionali.


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