Ghost In The Shell, ecco le prime 5 sequenze del live action

Come ormai sapete, il prossimo anno arriverà sugli schermi la versione live action del leggendario Ghost In The Shell, anime realizzato nel 1995 da Mamoru Oshii, a sua volta basato sul manga originale di Masamune Shirow. Del film fino ad oggi si conoscevano pochi dettagli, alcuni dei quali avevano fatto gridare allo scandalo i fan. Oggi c'è finalmente la possibilità di dare una prima occhiata a questo prodotto, grazie alla pubblicazione di 5 brevissimi teaser che ci mostrano

altrettante sequenze del film.  

1270850123 prizrak3

La cosa che subito balza all'attenzione è che le sequenze, a differenza di quanto fa solitamente il cinema occidentale, non raccontano niente ma offrono piuttosto altrettanti momenti di suggestione, che suggeriscono atmosfere ed emozioni, un po' come accadeva nel film originale e nel suo altrettanto pregevole seguito.

Le premesse dunque, almeno a livello estetico e stilistico, sembrano buone ma ovviamente è ancora troppo presto per stabilire se le paure dei fan siano realmente infondate. In molti infatti insorsero allorché fu reso noto che il personaggio principale, Motoko Kusanagi, sarebbe stata interpretata da Scarlett Johansson. Non è un mistero del resto che a Hollywood ci sia una deprecabile tendenza che gli addetti ai lavori chiamano "whitewashing" e che consiste nell'affidare sistematicamente ruoli di personaggi non-occidentali ad attori bianchi.

In realtà questa però è solo la punta dell'iceberg e gli appassionati dovrebbero temere che il tradimento vada ben al di là della sostituzione di un personaggio orientale con uno occidentale. Il rischio infatti è che lo spirito tipicamente nipponico del film di Oshii (e del manga di Shirow) vada perso a favore di una visione più tipicamente occidentale.

db fotog 20799

Nell'originale infatti è assente il dualismo tipico di molta nostra science fiction che procede per contrapposizioni binarie (uomo Vs robot, tecnologia Vs umanità, etc.).  Ghost In The Shell riflette invece sul futuro che ci attende, offrendo una visione in cui non c'è opposizione bensì integrazione, sebbene dolorosa e difficile, tra esseri umani e tecnologia, dove tutti i confini di genere sono sfumati e ad emergere è un nuovo essere post-umano, ma non per questo necessariamente minaccioso, malefico o eticamente "sbagliato". Il film affidato al regista Rupert Sanders (Biancaneve e il cacciatore) saprà rispettare lo spirito dell'originale e proporre una riflessione altrettanto forte, libera e profonda?

Pubblicità

AREE TEMATICHE