Gli sviluppatori preferiscono HTC Vive a Oculus Rift

L'UBM Game Network, organizzatore della Virtual Reality Developers Conference - VRDC -, che si terrà a San Francisco dal 2 al 3 di novembre, ha pubblicato un rapporto sulla realtà aumentata e virtuale. I dati sono stati raccolti da più di 500 professionisti coinvolti nello sviluppo di software in un settore sempre più in rapida crescita. HTC Vive starebbe riscontrando più attenzione da parte degli sviluppatori.

I risultati mostrano che circa il 49% degli intervistati è al lavoro con l'HTC Vive, mentre il 43% sta sviluppando prodotti per l'Oculus Rift. Il Samsung Gear VR si stabilisce al terzo posto con un 33,8%, seguito dal 29,2% di sviluppatori Google Cardboard.

HTC Vive
Tra le piattaforme più deboli figurano Google Daydream con il 14,6% di popolarità tra gli sviluppatori, PlayStation VR che strappa un 12,9% e nelle ultime posizioni troviamo HoloLens di Microsoft con un 8,8% e Google Tango al 7,3%. Il 24,1% degli sviluppatori ha dichiarato di non essere al lavoro su nessuna piattaforma.  

Quando gli è stato chiesto di scegliere la piattaforma per il loro prossimo titolo, il 34,6% degli intervistati ha scelto l'HTC Vive. Un altro 23,4% è andato a Oculus Rift, e il 14% in favore di Google Cardboard. Un gran numero di intervistati non ha risposto alla domanda, il che suggerisce l'incertezza su eventuali prossimi progetti.

Tuttavia, se dovessero scegliere una piattaforma su cui pubblicare il proprio progetto, la maggior parte degli intervistati, un bel 78,1%, ha dichiarato che la pubblicazione non avverrebbe esclusivamente su una singola piattaforma.

HTC Vive

Infine, il 95,5% degli sviluppatori concorda sul fatto che la VR e l'AR rappresentino un mercato sostenibile a lungo termine. Di strada ce n'è ancora da fare per far sì che i dispositivi e le esperienze appositamente create raggiungano un pubblico sempre più vasto. Gli intervistati hanno riscontrato, infatti, una serie di sfide da dover superare.

La nausea indotta dalle esperienze VR/AR è una preoccupazione comune tra i professionisti che temono possa allontanare le persone incuriosite dalla tecnologia, inoltre anche gli elevati prezzi preoccupano gli sviluppatori, in quanto le tecnologie più all'avanguardia potrebbero essere fuori dalle fasce di prezzo accettabili per la maggior parte dei consumatori.

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