Green Life, a Parma si sperimenta l'ufficio del futuro

A Parma Crédit Agricole e Methodos, società di consulenza di direzione, stanno collaborando nella creazione di Green Life, la nuova sede della banca che rappresenta una rivoluzione culturale che facilita il lavoro e la conciliazione, tra tecnologia, spazi condivisi, servizi e tanto verde. "Dall'ufficio come obbligo all'ufficio come scelta e luogo di appartenenza: un percorso che si costruisce con ascolto, coinvolgimento, formazione".

In Green Life spariranno le scrivanie personali, i computer e telefoni fissi, così come le stampanti individuali. Al loro posto spazi aperti e condivisi, PC portatili e dotazioni tecnologiche che rendono lo smart working realtà. E cambiano completamente volto alla sede direzionale di un gruppo bancario. È questa la rivoluzione che si sta compiendo proprio in questi giorni a Parma, nell'ex centro direzionale Cavagnari di Cariparma dove già lavorano 1500 dipendenti prima sparpagliati in tante diverse sedi, che si erano moltiplicate negli ultimi anni con le acquisizioni del gruppo.

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"Un cambiamento 'fisico' che è diventato l'occasione per mettere in atto un cambiamento culturale, necessario per affrontare le nuove sfide del credito, del mercato, della trasformazione digitale. Realizzare i nuovi edifici e il parco di Green Life è stata solo una parte dell'operazione. Il lavoro più importante è quello che si fa sulle persone", ha commentato Alessio Vaccarezza, CEO Italia di Methodos, la società specializzata in change management che sta seguendo Crédit Agricole in questo momento di trasformazione.

E come si gestisce un cambiamento che coinvolge 1500 dipendenti e trasforma completamente il loro modo di lavorare? "Con un percorso basato sull'ascolto e sul coinvolgimento di tutti: il modello Employee Journey Experience" ha spiegato Giuseppe Geneletti, head Smart Working di Methodos, che ha assistito il team aziendale di Crédit Agricole composto da Vittorio Ratto, Capo Governo Risorse Umane e Marketing Strategico del Gruppo Bancario Crédit  Agricole, Ruggero Guidolin, Direttore Generale CAGS, Consorzio del Gruppo Crédit Agricole Italia,Luca Ghirardi, Vice Direttore Generale CAGS,e da Giampiero Bottero, Responsabile Direzione Gestione e Sviluppo del Personale Gruppo Bancario Crédit  Agricole.

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"Si è trattato di un'operazione molto importante per Methodos per numeri ed entità del cambiamento, che ha richiesto un lungo lavoro di preparazione", ha spiegato Giuseppe Geneletti. "Per un anno è stato realizzato un laboratorio con 70 pionieri, dipendenti con diverse funzioni e livelli che hanno sperimentato per primi le nuove modalità di lavoro, individuato criticità e suggerito nuove idee. E poi sono entrati in campo i 50 ambassador, che insieme al team delle Risorse Umane facilitano i colleghi, orientandoli e accompagnandoli nella transizione verso un nuovo modo di lavorare".

Molte le sfide che si sono incontrate in questo percorso. Per prima cosa, il cambiamento riguarda anche i capi, sottolinea Vaccarezza "Devono abbandonare la logica del controllo della presenza in ufficio dei dipendenti per passare a un modus operandi basato su definizione degli obiettivi, valutazione dei risultati, sviluppo delle potenzialità umane del team". Altro nodo, il rigore con cui una banca si deve muovere in materia di sicurezza, protezione dei dati e privacy: "Nel caso specifico di Crédit Agricole abbiamo dovuto verificare che ogni scelta rispettasse gli stringenti requisiti previsti per il mondo del credito" ha aggiunto ancora Vaccarezza.

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Insomma, il luogo di lavoro ideale è frutto di una lunga e articolata programmazione che mette al centro le persone grazie alle nuove possibilità del digitale. "Device mobili, cloud, strumenti di social collaboration e uffici con dotazioni tecnologiche all'avanguardia. È l'integrazione di questi elementi che rende il lavoro realmente smart", ha concluso Vaccarezza.

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