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Recensione – Test di 17 SSD e consigli su quali modelli preferire.

Risultati dei test: consumo energetico

Il consumo energetico è molto importante per gli utenti che usano un laptop e che intendono comprare un SSD per sostituire il loro disco rigido. Come regola generale gli SSD richiedono meno potenza a riposo (idle) come alcuni esempi estremi di Crucial, Intel e Toshiba. Gli altri risultati del test di consumo energetico sono stati ottenuti con carichi di lavoro specifici, che hanno più senso rispetto a cercare un picco di consumo energetico che non incontrerete mai nelle operazioni quotidiane.

I dischi con meno consumo a riposo sono i modelli Intel X25-M e HG2 di Toshiba. Il ReallSSD C300 di Crucial si comporta bene, ma soltanto il modello da 64 GB. La versione da 256 GB richiede molta più energia con l'idle attivo.

I consumi energetici durante la lettura di dati in streaming riflettono l'energia necessaria al disco per fornire dati al picco di trasferimento dati. Ancora una volta, l'HG2 di Toshiba batte tutti con uno strabiliante 0.5 W, seguito dal gruppo di SSD SandForce. Il Silicon Edge Blue di Western Digital e il RealSSD C300 di Crucial richiedono la massima potenza in questo test. Il disco di Crucial fornisce valori di trasferimento dati impressionanti, mentre quello di Western Digital è soltanto uno dei molti dischi da 200 MB/s.

Gli appassionati hanno bisogno di conoscere quanta energia è necessaria a un SSD durante la riproduzione di un video in alta risoluzione a 1080p, dato che è un carico di lavoro abbastanza frequente. Ancora una volta Intel e Toshiba non hanno rivali, perché richiedono la metà dell'energia necessaria ai dischi Indilinx o all'SSD di Western Digital.

Il test di carico lavoro workstation comprende attività input/output pesanti, e stressa l'SSD in un modo molto diverso. Il disco Toshiba, che era quello che consumava meno energia a riposo o durante la lettura di massicci dati sequenziali, è un vero perdente nelle operazioni I/O pesanti. I dischi Indilinx sono quelli che consumano meno energia sotto intense operazioni I/O, ma c'è da dire che non raggiungono lo stesso livello di prestazioni degli SSD SandForce. Vediamo come si traduce tutto questo nel consumo energetico.

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Risultati Benchmark: Efficienza energetica

La prima classifica mostra la vera efficienza di un SSD quando fornisce molti dati (lettura in streaming). Abbiamo collegato le prestazioni in lettura di dati in streaming all'energia necessaria per eseguire questo tipo di carico di lavoro. L'SSD di Toshiba non è il più veloce ma è il più efficiente, perché richiede poca energia per lavorare. Molti degli SSD basati su controller SandForce, insieme all'X25M di Intel offrono buoni risultati. Il veloce RealSSD C300 di Crucial e l'Intel X25-V non si comportano bene in questo test e finiscono agli ultimi posti della classifica.

Consideriamo anche l'efficienza con operazioni I/O. Questo sommario è basato sui risultati delle prestazioni, ottenuti con un carico di lavoro workstation per operazioni input/output, e sul consumo energetico. Ancora una volta, gli SSD basati sul SandForce SF-1200 dominano la classifica, e Intel non sfigura. Toshiba e WD non offrono un'efficienza energetica sorprendente durante le operazioni pesanti di I/O.

Indici delle prestazioni

Questa classifica mostra il prezzo online medio dei nostri SSD. Se il disco non è presente, è perché non siamo riusciti a trovare nessun venditore con disponibilità o perfino con i prezzi. Come potete vedere,  gli SSD da 256 GB rimangono fuori portata per il consumo di massa, con un prezzo pari a quello dei laptop di fascia bassa. La zona da 100 a 160 GB è più interessante, con un prezzo che si aggira sui 300 euro. Gli SSD da 40 e 64 GB sono ancora più economici, ma hanno svantaggi sulle prestazioni, oltre alla limitata capacità.

Recentemente si sono abbassati alcuni prezzi. Non possiamo aggiornare regolarmente questo articolo ogni volta che i prezzi cambiano, quindi vi consigliamo di controllare i prezzi del vostro SSD preferito prima di fare un acquisto. I seguenti prezzi per gigabyte e valutazioni delle prestazioni sono basati su prezzi relativi alla fine di settembre 2010.

Il costo per gigabyte non è un fattore chiave nell'acquisto di un SSD, ma è interessante comparare i candidati. Il RealSSD C300 da 64 GB sembra un vero affare, ma tenete presente che non si comporta bene in tutti i benchmark. Gli SSD basati su SandForce tendono a essere più costosi per ogni gigabyte, ma in compenso offrono prestazioni bilanciate. Il disco di Western Digital è troppo costoso considerando i suoi limiti prestazionali, e anche il  prezzo del Mercury Extreme di OWC ci sembra eccessivo.

Vi ricordate i nostri indici prestazionali dei precedenti articoli? Bilanciavamo al 50 % il trasferimento dati, al 25 le prestazioni I/O e al 25 % i risultati con PCMark Vantage. Questo dovrebbe riflettere le prestazioni tipiche di tutti i giorni. Con questo metodo il disco più veloce è il RealSSD C300 da 256 GB. I vincitori delle prestazioni complessive sono i dischi basati su SandForce SF-1200. Offrono prestazioni migliori rispetto ai controller Indilinx che non usano la memoria cache. Sfortunatamente sono anche più costosi.

Molti utenti saranno più interessati al costo per prestazioni, piuttosto che alle prestazioni e basta. Sotto quest'ottica, i due SSD di fascia bassa di Crucial e Intel si comportano molto bene, con un rapporto prestazioni/costo migliore di due volte rispetto a quello degli altri dischi. Visto che le prestazioni qui non variano tanto come il costo, le differenze in quest'indice sono significative. Gli SSD SandForce SF-1200 si comportano bene anche in questa classifica.

Per ultimo abbiamo deciso di guardare le prestazioni per costo e per gigabyte, il dato che ha più rilevanza. Volete prestazioni massime a un prezzo ragionevole, e probabilmente volete anche una capacità d'archiviazione sufficiente. In questo sommario complessivo brillano i dischi di Crucial, seguiti dalla famiglia di SSD SandForce e da Intel. Perfino gli SSD a basso prezzo sono serie alternative.

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