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Guida all'acquisto per gli SSD - Solid State Drive

Una veloce e semplice guida per chi vuole acquistare un SSD.

Introduzione

Al mondo ci sono tanti tipi di consumatore. Anzi, sono così tante le categorie possibili, che forse sarebbe meglio dire che ogni consumatore fa una categoria a sé, che ama un certo tipo di cibo, dormire in un certo modo, un certo tipo di musica e così via. La stessa varietà si ritrova tra i lettori di Tom's Hardware: alcuni sono molto esperti nel campo della tecnologia, alcuni invece sono neofiti con molta curiosità. Per noi sono tutti benvenuti e per questo pubblichiamo articoli di diverso tipo, che cercano di andare incontro ai bisogni di tutti. In generale, potete pensare a Tom's Hardware come al contenitore per esperti, e a Tom's Guide come a quello per un pubblico più vasto, meno esperto e incline a comprare un prodotto e usarlo, piuttosto che studiarlo nei minimi dettagli o persino costruirselo da sé. 

Alcuni articoli, quindi, tendono a prendere con più leggerezza alcuni temi che, in altre occasioni, abbiamo trattato con dovizia di dettagli. È il caso di questo articolo sugli SSD: in passato abbiamo osservato e raccontato cosa sono e come funzionano, per soddisfare la curiosità dei più esperti con dati tecnici e benchmark, mentre oggi, cogliendo l'occasione di un prezzo iniziale che scende sotto i 200 euro, vogliamo parlare degli SSD a tutti quelli che sono curiosi, ma hanno poche competenze tecniche o sono poco interessati ai dettagli. Almeno a quelli più approfonditi.


Un SSD oggi, infatti, potrebbe trovare posto in un portatile, e persino in un netbook, se il compratore è disposto a spendere qualcosa in più. Questo articolo, quindi, vuole illustrare le ragioni che potrebbero giustificare l'eventuale sovraprezzo. Lo stesso vale per chi già possiede un computer con hard disk magnetico, ha sentito parlare degli SSD, e vuole capire se e come potrebbe aggiornare la sua macchina.

La prima cosa da sapere è che gli SSD possono essere installati indifferentemente su un portatile o su un desktop. Se volete saperne di più, continuate a leggere.

Per rendere comprensibili a tutti le molte informazioni disponibili sugli SSD abbiamo preparato una serie di tre articoli, il primo dei quali è quello che state leggendo, una sorta di guida all'acquisto. Se sapete già qualcosa sulla tecnologia SSD, sul fatto che dovrebbe essere più veloce e resistente degli hard disk tradizionali, allora conoscete il nostro punto di partenza. Dopo aver letto questo articolo dovreste essere in grado di comprendere meglio questi prodotti, e sarete pronti per informazioni tecniche un po' più avanzate. O perlomeno potrete decidere se comprarne uno, e quale, con più consapevolezza.

Perché un SSD?

La maggior parte dei produttori di hard disk preferiva, fino a non molto tempo fa, osservare il "fenomeno SSD" senza avvicinarcisi troppo, spiegando che si trattava ancora di un mercato di nicchia, relativamente poco interessante. Oggi le cose sono cambiati, e quasi tutti hanno cominciato a produrre SSD direttamente, oppure hanno acquistato un'azienda che già li produceva. Tutti i produttori principali, quindi, hanno un SSD in catalogo, o stanno per averlo, e non si può più dire che si tratta di un mercato di nicchia. Ryan Petersen, AD di OCZ Technology, ha affermato recentemente che anche se le risorse fossero illimitate la sua azienda non potrebbe tenere il passo con la richiesta di SSD. L'AD di SanDisk, Eli Harari, ha invece detto che "tra il 2011 e il 2012 il mercato degli SSD sarà messo in crisi dall'alta domanda di SSD, che non potrà essere soddisfatta".

Anche con la riduzione dei prezzi, comunque, gli SSD sono ancora prodotti costosi. Allora perché comprarne uno? Ci si può ispirare a un documento Intel del 2009, dal creativo titolo "distribuzione aziendale di notebook con Solid State Drives", che mostra come questi prodotti siano mirati prima di tutto al mercato professionale. Intel, in effetti, ha trovato il successo presso le aziende grazie all'ottimo X25, ma il settore consumer, che offre prospettive di ricavo molto più interessanti, non è stato certo trascurato, come potete capire da questo estratto:

"Basandosi sui dati raccolti, ci si aspetta che gli SSD abbiamo un tasso di rottura inferiore del 90% rispetto agli hard disk, su un periodo di tre anni. Come risultato, prevediamo che il tempo lavorativo perso a causa delle rotture si riduca del 90%, e del 96% quello dedicato dai settori aziendali che si occupano di supporto IT. Gli SSD offrono anche un accesso più rapido ai dati, che aumenta la produttività; stimiamo che si possa risparmiare il 44% del tempo in attività come il riavvio del sistema o il caricamento del software. Gli altri benefici includono temperature minori: i nostri test dimostrano che i notebook con SSD sono più freddi di circa 12 gradi".

I benefici degli SSD

Secondo un articolo comparso su Barron's, la valutazione di tre anni come età media di un portatile, da parte di Intel, è piuttosto precisa, forse un po' abbondante. Se il disco di fisso del vostro portatile si rompesse, che impatto avrebbe sulla vostra vita quotidiana? Se tenete il portatile in cucina, giusto per guardare le ricette, probabilmente il danno sarebbe trascurabile, ma ben poche persone usano il portatile solo per cose così leggere. Uno studente, una persona che lavora da casa, un venditore, chiunque usi il computer per attività produttive vivrebbe la rottura dell'hard disk come un evento drammatico, e di certo il danno si potrebbe misurare anche economicamente (non solo per il prezzo di un nuovo hard disk). Un HDD che si rompe si porta via un pezzo della nostra vita, ci provoca rabbia e sofferenza, e si porta via tempo e denaro in quantità. Per capire bene i vantaggi a cui si riferisce il documento di Intel, però, è meglio dare uno sguardo da vicino alla tecnologia SSD, a confronto con quella degli HDD magnetici.

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