Guida alla fotografia naturalistica, tanti consigli utili

fujifilm logo

Introduzione

Gli scatti migliori non si riducono mai a semplice fortuna, sono viceversa il ri-sultato dell'esperienza di fotografi professionisti che ad essa si dedicano costantemente con grande impegno e passione. Come il caso di Marco Urso, Fujifilm X-Photographer che ci ha svelato alcuni segreti per ottenere risultati di sicuro effetto.

fujifilm x photographer 001

Se in senso lato la fotografia naturalistica può includere anche altri generi accomunati dallo stesso fine, come ad esempio quella paesaggistica, in questo servizio ci focalizzeremo per semplicità sulla fauna.

Gli animali possono trovarsi allo stato selvatico, nel loro habitat naturale, o in cattività; chi è alle prime armi può iniziare sperimentando qualche soluzione "a portata di mano", meno dispendiosa in termini di tempo e meno onerosa in termini economici di un safari fotografico in qualche località esotica.

fujifilm x photographer 002

Avete mai pensato, ad esempio, alla quantità di animali allo stato libero che si aggirano nei parchi e nei giardini delle città? Questa popolazione, per la diffidenza acquisita nei confronti dell'uomo, può essere a volte più difficile da fotografare che non la fauna selvatica africana!

Quindi, nella scelta dei luoghi, un buon punto di partenza potrebbe essere un parco cittadino, sapendo però a priori che dovremo "accontentarci" al massimo di qualche fringuello, papera, rana o scoiattolo. Specie più varie si trovano in alta montagna, nei boschi, dove se si è fortunati ci si può imbattere in cervi, stambecchi, marmotte, falchi ecc.

fujifilm x photographer 003
In questa foto scattata con la Fujifilm X-Pro2 in abbinamento al Fujinon XF100-400mmF4.5-5.6, il fotografo Ben Cherry è stato in grado di riprendere questo cervo a debita distanza scattando a mano libera grazie all'efficace stabilizzatore ottico di cui è dotato l'obiettivo. Focale 400 mm, f/8, ISO 800, 1/500 sec., simulazione pellicola Velvia

Se puntiamo a qualcosa di più, potremo recarci ad esempio in una riserva avicola o voliera, all'oasi delle farfalle (un angolo di foresta tropicale dove poter ammirare specie rarissime e coloratissime) o in un delfinario, mettendo in conto la possibilità di dover assistere allo spettacolo più volte per studiare la composizione migliore onde evitare immagini banali.

fujifilm x photographer 004

In Italia abbiamo la fortuna di avere bellissimi parchi faunistici, oasi naturali e zoo che vale assolutamente la pena di visitare, se non altro per passare una giornata immersi nella natura (quasi) incontaminata con la possibilità di rubare qualche scatto anche d'effetto. Nelle oasi l'avi fauna locale e autoctona trova infatti le condizioni ideali per poter stazionare, magari durante una migrazione. In questi luoghi ci potete trovare anche elefanti, leoni e coccodrilli. Che, in luoghi come il Safari Park di Pombia (NO), sono addirittura liberi. Ovviamente, per evidenti ragioni di sicurezza si gira solo in auto o in trenino!

fujifilm x photographer 005
Foto di un avvoltoio scattata nella voliera di Locarno. Indispensabile la messa a fuoco e lo scatto continui. Nelle fotocamere prosumer di ultima generazione si può anche selezionare la sensibilità dell'AF, la capacità di tracking in funzione del tipo di movimento e come deve reagire nei confronti di un soggetto che entra improvvisamente nella scena andando a sovrapporsi a quello principale. Foto di Mauro Piatti.

L'ultima opzione che resta è ovviamente quella del safari fotografico, magari nella savana africana o, per i più audaci, nella foresta amazzonica. Per avventurarsi in questi luoghi anche al solo scopo di catturare alcune immagini d'effetto, è sempre bene farsi accompagnare da una guida. E mettere in conto tutti i possibili problemi e difficoltà cui si può andare incontro.

L'attrezzatura

Per affrontare un campo come quello della fotografia naturalistica bisognerà dotarsi innanzitutto della macchina giusta, che può essere una reflex o una mirrorless veloce.

Veloce significa con un burst rate il più rapido possibile per scatti a raffica molto ravvicinati, uno shutter lag ridottissimo, un autofocus altrettanto rapido, soprattutto nella modalità continua e la capacità di tracciare efficacemente il soggetto anche in condizioni di bassa illuminazione e basso contrasto. La possibilità di poter selezionare direttamente il punto di MAF mediante un comando dedicato è un ulteriore plus da non sottovalutare quando si deve agire velocemente.

fujifilm x photographer 006
Molte reflex e mirrorless di fascia prosumer e professionale offrono la possibilità di selezionare direttamente il punto di messa a fuoco senza dover entrare nei menu. In alcune è possibile farlo anche attraverso il monitor touch. Nella foto il "Focus Lever" di Fujifilm.

Oltre a questo requisito, il corpo dovrebbe essere particolarmente robusto e possibilmente resistente ad umidità, polvere e temperature estreme. Questo tipo di attività richiede infatti un utilizzo piuttosto gravoso della macchina, in quando si deve prevedere di dover scattare in ambienti climaticamente ostili, molto caldi, molto freddi o molto umidi. Indispensabile anche una cospicua riserva di energia, quindi batterie di scorta. Sul fatto di preferire una mirrorless ad una reflex, o viceversa, si rientra in un discorso più ampio già più volte affrontato da Tom's anche recentemente (vedi qui).

Passando agli obiettivi, quando ci si trova a lavorare in spazi molto ampi e con certi animali da cui occorre tenere debita distanza, anche e soprattutto per ragioni di sicurezza, un'ottica da 200 mm può essere considerata alla stregua di un obiettivo normale: di qui la constatazione che un 300 mm è un tele moderato e che un obiettivo per essere veramente uti­le non può avere una focale inferio­re ai 500/600 mm. In questo ci vengono d'aiuto le mirrorless.

fujifilm x photographer 007
Sigma 150-600 mm F5-6.3 DG OS HSM Sport montato su una reflex full frame come la Canon EOS 6D: 2,86 kg di peso + 755 gr. di corpo macchina, totale 3,61 kg
fujifilm x photographer 008
Fujinon XF100-400mmF4.5-5.6 R LM OIS WR: 1,37 kg di peso + 507 gr. di corpo macchina, totale 1,87 kg, esattamente la metà, ma... con una luminosità massima di f/5.6 alla focale più lunga contro f/6.3

Avendo un sensore in genere più piccolo di quello di una reflex full frame, le mirrorless possono utilizzare obiettivi più piccoli e compatti grazie anche ad un tiraggio inferiore dovuto all'assenza dello specchio. Più il sensore sarà ridotto, più i teleobiettivi spinti saranno di dimensioni compatte, tuttavia per non scendere a compromessi con la qualità non si dovrebbe andare sotto al formato APS-C, soprattutto se occorre fotografare alcuni animali in condizioni di penombra o addirittura di notte, a causa del peggioramento qualitativo dovuto al rumore. Ottimi risultati si possono ottenere ad esempio con una Fujifilm dotata di sensore X-Trans CMOS, che ha un rumore intrinseco ed una dinamica (quasi) confrontabile con quella di una reflex full frame, ma può beneficiare della riduzione di dimensioni degli obiettivi dovute al sensore APS-C. Per aumentare ulteriormente il fattore d'ingrandimento, si può ricorrere ad un moltiplicatore di focale (1,4 x o 2 x) che di fatto avvicina il soggetto pur con una leggera penalizzazione della qualità senza ridurre la distanza mi­nima di messa a fuoco.

fujifilm x photographer 009

Se ci si trova a fotografare in ambienti meno vasti e più "controllati", sicuramente si potrà utilizzare un teleobiettivo meno spinto, ma sempre e comunque il più luminoso che le vostre finanze vi consentano. Questo perché una luminosità elevata ed una buona nitidezza anche a tutta apertura vi permetteranno d'impostare tempi di scatto più rapidi (a parità di sensibilità ISO), che sono indispensabili per certi tipi di animali come uccelli, predatori ecc.

Continua a pagina 2

Pubblicità

AREE TEMATICHE