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​Linus Torvalds torna al timone di Linux con un nuovo codice di condotta

Linus Torvalds torna a guidare lo sviluppo del kernel Linux dopo essersi preso un mese di pausa per lavorare su sé stesso e migliorare il modo in cui interagisce con le persone.

Linus Torvalds è tornato a prendere le redini dello sviluppo del kernel Linux, dopo il periodo di pausa che si era imposto il mese scorso per lavorare su sé stesso e i suoi comportamenti, spesso eccessivamente aggressivi verso gli altri membri della comunità.

Ad annunciare la lieta novella è stato Greg Kroah-Hartman, che si è occupato del progetto in queste settimane, commentando la nuova versione del kernel 4.19. “Questi ultimi mesi sono stati duri per la nostra comunità“, ha scritto Kroah-Hartman. “Quindi ecco il mio appello rivolto a tutti. Prendiamoci un giorno o due di riposo, riposatevi, rilassatevi con gli amici facendo un pranzo, ricaricatevi e poi tornate al lavoro, per continuare a contribuire a creare un sistema che il mondo non ha mai visto, insieme”.

Torvalds non ha ancora rilasciato un commento, ma il suo ritorno è sancito dalla presenza all’Open Source Summit Europe che si sta tenendo in Scozia, dove alcune decine tra i principali sviluppatori di Linux stanno facendo il punto della situazione. Torvalds non farà però alcuna apparizione pubblica.

Ho bisogno di cambiare una parte del mio atteggiamento. Voglio scusarmi con le persone che sono rimaste ferite dal mio comportamento e che probabilmente si sono allontanate completamente dallo sviluppo del kernel”, aveva affermato Torvalds, che non solo è il creatore del kernel, ma anche colui che supervisiona la Linux Kernel Mailing List (LKML) e riceve finanziamenti tramite la Linux Foundation – associazione senza scopo di lucro – per mantenere lo sviluppo del kernel e gestire la comunità dei contributori.

Il ritorno di Torvalds segna anche una revisione del codice di condotta della Linux Foundation che aderisce ai principi della Contributor Covenant creata da Coraline Ada Ehmke. Il nuovo codice richiede che i contributori esprimano le critiche in modo costruttivo e accettino tali critiche, che le persone usino un linguaggio inclusivo e che i membri della comunità rispettino “punti di vista ed esperienze diverse”. Si proibiscono anche “linguaggio o immagini sessualizzate”, commenti dispregiativi, attacchi personali o politici e “molestie pubbliche o private”.

Insomma, un ambiente meno duro, più accogliente e aperto all’opinione e aiuto di tutti. Certo, non sappiamo se un mese sia bastato a Torvalds per trasformarsi da leone ad agnello, o se un semplice codice di condotta servirà a placare gli animi nella comunità, ma di certo sono passi avanti che potrebbero fare bene alla comunità Linux. Certo, l’augurio è che Torvalds conservi invece la sua sana voglia di avere un kernel migliore possibile: d’altronde se Linux è quello che è, lo si deve anche alla sua ricerca di perfezionismo.