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13,7 milioni di italiani su internet

Sono 13,7 milioni gli italiani che navigano su Internet a fine 2003, il 10% in
più rispetto all’anno precedente. Una diffusione che copre il 28,5%
della popolazione (contro il 27% del 2002 e il 23% del 2001), ma che è
ancora limitata in confronto ad altri Paesi europei (60% in Germania, 54% in Gran
Bretagna, 43% in Francia) e, soprattutto, agli Stati Uniti dove arriva al 68%.
E la percentuale italiana scende se si calcolano solo coloro che si sono collegati
negli ultimi sette giorni (18,9%). Questi i dati che emergono dalla ricerca di
tipo ‘multiclient’ Internet e tipologie di consumo, realizzata dal
Cnel in collaborazione con l’Eurisko e presentata oggi a Villa Lubin. Lo
studio illustra scenario, dimensione socio-culturale, modalità d’uso
e tipologie di utente, consentendo una verifica periodica della diffusione che
i nuovi media hanno nel nostro Paese tra cittadini e imprese. Crescono le connessioni
da casa (20,9%), diventate maggioritarie rispetto al luogo di lavoro (9,3%), all’abitazione
di amici (5,5%), alla scuola (3,2%). Quasi la metà degli italiani (46,3%),
infatti, possiede un pc in casa e di questi uno su tre è collegato a Internet.
Tra le regioni, la penetrazione più elevata della rete si rileva in Liguria
(36,7%), seguita da Lombardia (36,4%), Triveneto (35,5%), Emilia-Romagna (33,1%),
Piemonte-Valle d’Aosta (29,8%), Lazio (29,2%), Toscana (28,8%), Marche-Umbria
(25,5%). Agli ultimi posti si trova il Sud, con in testa la Puglia (25,2%), seguita
da Campania (23,2%), Sardegna (22,7%), Abruzzo-Molise (21,3%), Sicilia (18,7%)
e Basilicata-Calabria (17,8%). “L’uso di Internet negli ultimi anni
– ha affermato la vicepresidente del Cnel, Francesca Santoro, introducendo la
presentazione dell’indagine – ha prodotto trasformazioni epocali nelle nostre
economie e società, determinando nuove opportunità, ma anche nuove
disuguaglianze ed esclusioni. Il settore dell’Ict sta attraversando una
fase di grande incertezza in Italia, dove continuano pesare il ‘regional
divide’ e la scarsità degli investimenti per l’innovazione
e la ricerca. La rete, inoltre, è ancora poco diffusa tra le donne e gli
anziani, anche se aumentano le connessioni da casa. Appare, dunque, ormai non
rinviabile un piano di alfabetizzazione informatica”. Il navigatore tipo
è maschio, giovane e istruito. A collegarsi alla rete, infatti, è
il 35,2% degli uomini (contro il 22,4% delle donne), il 57,7% della fascia d’età
compresa tra i 14 e i 24 anni e il 48,9% tra i 25 e i 34 (33% tra i 35 e i 44
e 8,7% oltre i 44). Naviga, inoltre, il 74,2% dei laureati (56,7% di chi ha il
titolo della media superiore, 26,9% la media inferiore e 3,1% la licenza elementare)
e il 46% dei percettori di reddito alto (26,6% medio-alto, 31,7% medio, 22,9%
medio-basso, 15,1% basso). Tra chi lavora, si collega a Internet il 39,8%, mentre
tra chi non ha un impiego il 20,3% (con una schiacciante maggioranza del 76,7%
tra gli studenti, contro il 24% tra i non occupati, il 4,8% tra le casalinghe
e il 2,7% tra i pensionati). Se si considerano i lavoratori, la rete raggiunge
il 77,8% dei dirigenti o funzionari, il 69,6% degli imprenditori o liberi professionisti,
il 60,7% degli impiegati o insegnanti, il 29,5% degli artigiani o commercianti,
il 18,9% degli operai. Internet si usa soprattutto per ricevere (73% tra chi si
è collegato nell’ultimo mese) o inviare (66%) e-mail, ma anche per
curiosare (72%), cercare informazioni (56%) o notizie utili per il lavoro (42%),
per lo studio o il turismo (36%) e per il tempo libero (34%), ma ancora poco per
fare acquisti (9%) o prenotazioni (7%). Tuttavia, il numero degli acquirenti on
line va crescendo e almeno un internauta su quattro è propenso a comprare
attraverso la rete in futuro. Se si analizza la diffusione della rete tra le aziende,
il 70% ha ormai la connessione e il 33% un proprio sito web. Inoltre, l’81%
ha una dotazione di pc. Anche in questo caso, però, è ancora poco
utilizzato l’e-commerce (11% per l’acquisto e 4% per la vendita).
Infine, l’uso di Internet e della posta elettronica fa diminuire il numero
di dipendenti che si spostano per motivi di lavoro.