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50 anni di AMD, una storia di successi e fallimenti

Pagina 1: 50 anni di AMD, una storia di successi e fallimenti
AMD è nata il primo maggio 1969 e ha compiuto 50 anni il primo maggio 2019. Ripercorriamo alcuni dei momenti salienti, tra successi e fallimenti, della sua storia.

Quando AMD fu fondata il primo maggio 1969, difficilmente qualcuno avrebbe immaginato il percorso che avrebbe segnato la storia di quell’allora piccola azienda di microprocessori.

AMD è passata dall’essere una piccola realtà fino a diventare un’azienda globale, non solo competendo con realtà più grandi come Intel e Nvidia, ma a volte addirittura spuntandola.

AMD ha superato momenti difficili nella sua storia, ma in questo momento l’azienda sembra posizionata per un nuovo ciclo di successi (almeno sul fronte delle CPU), con il passaggio al processo produttivo a 7 nanometri, laddove Intel sta faticando a mettere a punto i 10 nanometri da diversi anni.

Per la prima vola nella sua storia AMD appare in vantaggio su Intel per quanto concerne la tecnologia produttiva, e questo dovrebbe consentirle di portare sul mercato processori con minori consumi, prestazioni maggiori e prezzi molto interessanti.

Diversa la situazione nell’ambito delle GPU, settore in cui l’azienda è entrata nel 2006 e in cui fatica a trovare il suo spazio nei confronti di Nvidia. Anche in questo caso il passaggio ai 7 nanometri e al nuovo progetto Navi dovrebbe migliorarne la competitività, ma ai posteri l’ardua sentenza.

50 anni di storia sono difficili da riassumere, quindi vediamo le tappe principali, i successi e le sconfitte fino ai giorni nostri.

AMD, la fondazione

AMD, sigla che sta per Advanced Micro Processors, fu fondata il primo maggio 1969 a Santa Clara, California, da Jerry Sanders (il sesto da destra) e i suoi colleghi, appena un anno dopo Intel.

AMD inizialmente vendeva processori all’Esercito degli Stati Uniti d’America (US Army) come secondo fornitore per Fairchild Semiconductor, azienda da cui sono usciti molti dei fondatori e dei primi impiegati.

Nel corso di diversi anni, AMD iniziò a fare importanti progressi, realizzando la retroingegnerizzazione (reverse engineering) di alcune CPU Intel dell’epoca. Nel 1976 AMD siglò un accordo con Intel che dava ad AMD i diritti di licenza sul microcode Intel.

Da startup a seconda forza

Nel 1981 IBM introdusse il Personal Computer (PC) sul mercato e voleva usare i processori di Intel. IBM richiese però a Intel di trovare un secondo fornitore per i propri chip 8088 e Intel lo trovò in AMD.

Per far sì che IBM fosse soddisfatta, Intel e AMD siglarono un accordo di scambio tecnologico che dava ad AMD l’accesso alle architetture esistenti di Intel. L’intesa del 1976 venne estesa fino al 1995. Questo portò alla creazione del 286, un clone dell’Intel 80286.