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Acer: basta con i prezzi bassi, siamo la Apple asiatica

Nel 2012 Acer e Asus ridurranno le linee di notebook e netbook per evitare di ritrovarsi con magazzini pieni di merce invenduta. Lo riferisce una notizia del Digitimes, basata su dichiarazioni dei produttori ODM.

Al momento Asus ha a listino 50 modelli differenti fra notebook e netbook e nel 2012 intende ridurre la gamma di Eee PC a non più di 10 modelli. I prodotti si differenzieranno in modo sostanziale per categoria (fascia bassa, fascia media e fascia alta), e ci sarà un ulteriore taglio dei netbook nella seconda metà del 2012.

Acer intende tagliare notebook e netbook a listino a puntare sugli ultrabook

I dati di Acer non sono stati divulgati con la stessa dovizia di particolari, ma anche in questo caso il leitmotiv è lo stesso: è vero che con un’offerta molto ampia si possono accontentare tutte le esigenze, ma gli ODM hanno difficoltà nell’implementazione di varianti minime che rallentano la produzione. Acer ritiene perciò che una semplificazione delle proprie gamme di notebook e netbook è quello che ci vuole.

Il taglio dei costi e l’ottimizzazione della produzione sono i motivi alla base della decisione dei due produttori, che secondo il Digitimes seguiranno due strategie completamente differenti per cercare di incassare più soldi. In entrambi i casi emerge il focus sugli ultrabook, che sono ormai stati identificati come il biglietto di sola andata per guadagni facili.

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Asus continua con la sua strategia chiara e lineare. L’azienda intende rafforzare la sua offerta aumentando gli ultrabook e limitandosi a fabbricare un notebook con caratteristiche combinate di ultrabook e tablet PC con schermo girevole. Il prodotto dovrebbe esordire a settembre 2012, con Windows 8 e piattaforma Ivy Bridge di Intel.

Acer sembra sempre più in balia delle mode e delle scommesse. Il CEO JT Wang si è detto stanco di fare prodotti a buon mercato, e dato che Apple registra incassi elevati con prodotti eleganti e di design ha annunciato che intende spostare “la strategia sul miglioramento della redditività anziché sui prodotti a basso costo, che non sono redditizi”.

Wang va controcorrente rispetto alle idee del fondatore Stan Shih, che nel 2010 aveva spiegato che con i prodotti a buon mercato Acer avrebbe messo in ginocchio Dell e HP, mentre il “virus mutante” di Apple sarebbe stato debellato. 

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La storia gli dà torto, e anche buttarsi a capofitto nell’imitazione di Apple non sembra un’idea sensata. Al contrario di Apple, Acer è da tempo immemore sinonimo di prezzo basso. Gli utenti non sono disposti a spendere la stessa cifra per un notebook Acer e per uno Apple, e per controvertire questo preconcetto sarebbero necessari anni di lavoro in perdita, che Acer non si può permettere.

È possibile che Wang abbia ragione quando reputa che “gli ultrabook guideranno la crescita dell’azienda l’anno prossimo perché i clienti desiderano prodotti leggeri, sottili e con una maggiore durata della batteria. Vendere più ultrabook aiuterà l’azienda a migliorare i margini di profitto grazie ai prezzi più alti”. Con la concorrenza agguerrita che si sta dipanando in questo settore però il successo non è scontato ed è improbabile che i numeri saranno sufficienti per far recuperare ad Acer il calo delle vendite del 23,34 percento accumulato negli ultimi dodici mesi.

Forse Acer dovrebbe smettere di stare alla finestra a guardare i concorrenti nel tentativo di imitare quelli di successo. Se si mettesse a tavolino a studiare qualcosa di nuovo per far ripartire gli affari forse otterrebbe di più. Del resto la strategia dei prodotti a basso e sottocosto è stata proprio un marchio di fabbrica di Acer, che le ha permesso di restare sulla cresta dell’onda per anni. Adesso è ora di tirare fuori un’altra idea altrettanto valida e originale, prima che sia troppo tardi.