Computer Portatili

Acer conta sul flop dei tablet e punta sugli Ultrabook

La febbre per i tablet sta passando e i consumatori hanno ripreso ad essere attratti dai notebook: questa è la nuova opinione di JT Wang, lo stesso presidente di Acer che all’inizio dell’anno voleva inseguire Apple e il suo iPad (Acer vuole essere bella e prosperosa come Apple). In particolare, Wang ha riposto tutta la sua fiducia nel progetto Ultrabook di Intel e nella migrazione a Windows 8, che dovrebbero funzionare da calamita nell’attrarre in maniera irresistibile gli utenti.

Acer intende annunciare un Ultrabook da 799 dollari

Riguardo agli Ultrabook, secondo il Digitimes Acer sembra intenzionata ad aggredire il mercato con un modello dal prezzo particolarmente competitivo: 799 dollari. Stando ai costi di produzione comunicati da Intel ai produttori (Ultrabook a meno di 1000 dollari e in fibra di vetro), sembrerebbe che Acer abbia optato per tenere margini molto risicati pur di far risalire le sue quote di mercato (PC in Europa: Acer crolla, Apple è l’unica che cresce).

Indiscrezioni non confermate riportano che l’ultrasottile in questione potrebbe installare un display da 13 pollici, affiancato da un’unità SSD da 128 GB e connessioni USB 2.0 e HDMI.

Secondo quanto dichiarato dal manager di Acer, la sua fede negli Ultrabook sarebbe suffragata da indagini di mercato condotte dall’azienda, che avrebbero fatto emergere il forte interesse dei consumatori verso i prodotti ultrasottili di prossima generazione.

Nei primi sei mesi del 2011 Acer è in negativo per 195 milioni di dollari

Se queste notizie fossero confermate, Acer sarebbe prossima all’ennesimo cambio di strategia in pochi mesi, che a pensarci bene ha il sapore della politica di Lanci tanto contestata dall’azienda a inizio anno. Del resto, alla luce dei risultati finanziari comunicati ieri, è chiaro che qualcosa nella nuova Acer non funziona: per la prima volta in dieci anni l’azienda ha chiuso un semestre in perdita e ha perso la speranza di tornare in pareggio entro la fine dell’esercizio fiscale.

Il fatturato consolidato per la prima metà del 2011 è stato di 8 miliardi di dollari, in calo del 26% su base annua. La perdita operativa è stata pari a 179 milioni di dollari. L’utile netto del primo semestre 2011 è in negativo per 195 milioni di dollari.

Secondo JT Wang questo bagno di sangue è da imputare agli investimenti che sono stati necessari per risolvere il problema delle eccedenze di magazzino rilevate con l’inventario EMEA (quantificate in oltre 150 milioni di dollari) e alla loro vendita sottocosto, ai trattamenti di fine rapporto per i manager che si sono dimessi e alla crisi delle vendite.