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Addio Paul Allen. Il cofondatore di Microsoft è deceduto

Le complicazioni legate a un linfoma non Hodgkin hanno stroncato la vita del cofondatore di Microsoft, Paul Allen, all'età di 65 anni.

Paul G. Allen, cofondatore di Microsoft insieme a Bill Gates, è morto a Seattle all’età di 65 anni. La sua famiglia ha spiegato che Allen è deceduto in seguito alle complicazioni legate al linfoma non Hodgkin, un tumore maligno che origina dai linfociti, cellule principali del sistema immunitario. Una malattia che si era ripresentata di recente, dopo essere stata in remissione per anni dalla prima diagnosi del 2009.

Allen non era più formalmente in Microsoft dal novembre del 2000, quando abbandonò ogni incarico, anche il proprio ruolo nel consiglio di amministrazione, ma conservandone le quote. La malattia ha segnato gran parte della sua vita, tanto che all’inizio degli anni ’80, all’età di 29 anni, fu costretto ad abbandonare l’azienda per curarsi, per poi tornare in seguito.

Paul Allen ha dato un fortissimo contributo all’informatica come la conosciamo oggi. Fondando Microsoft insieme a Gates nel 1975, fu tra i primi a credere nel futuro dei “microcomputer”, come li chiamavano all’epoca, come sistemi non solo per appassionati ma un’industria da sviluppare giorno dopo giorno, che avrebbe portato un computer in ogni casa.

Il primo prodotto di Microsoft su una versione compressa del linguaggio di programmazione Basic, pensata per funzionare su sistemi poco potenti come l’Altair 8080. Il colpo di genio fu però andare a bussare alla porta del colosso IBM promettendole un sistema operativo, l’MS-DOS, per i suoi primi personal computer, senza avere un prodotto finito.

Per ottenerlo in breve tempo, Allen acquistò la licenza del Quick and Dirty Operating System (QDOS) da Tim Paterson, un programmatore di Seattle, per 75.000 dollari. Un esborso quanto mai fruttuoso, visto che con alcuni ritocchi conquistò IBM e diede ufficialmente il via alla scalata di Microsoft al mondo del software.

“I contributi di Paul Allen alla nostra azienda, al nostro settore e alla nostra comunità sono indispensabili. Come cofondatore di Microsoft, con il suo modo silenzioso e persistente, ha creato prodotti magici, esperienze ed istituzioni, e così facendo ha cambiato il mondo. Ho imparato tanto da lui: la sua curiosità e l’impegno verso standard elevati sono qualcosa che continuerà a ispirare me e tutti noi in Microsoft. I nostri cuori sono con la famiglia di Paul e i suoi cari. Riposa in pace”, ha dichiarato l’attuale CEO dell’azienda, Satya Nadella.

Nonostante alcune beghe riguardanti la quota in Microsoft con Bill Gates e Steve Ballmer, che incrinarono i rapporti, anche Gates ha espresso il suo cordoglio per la dipartita di quello che era comunque uno dei suoi più cari amici.

“Dai nostri primi giorni insieme alla Lakeside School, per passare alla nostra partnership nella creazione di Microsoft, fino ad arrivare ad alcuni dei nostri progetti filantropici comuni nel corso degli anni, Paul è stato un vero partner e caro amico. Il personal computing non sarebbe esistito senza di lui“.

Dopo Microsoft, Allen si è dato al mondo degli investimenti e alla filantropia, trattandosi di uno dei 30 uomini più ricchi al mondo. Nella sua vita Allen ha donato oltre 2 miliardi di dollari a istituzioni non profit nei campi dell’educazione, tecnologia, ambiente, scienza e arti. Ha anche fondato l’Allen Institute for Brain Science nel 2003 e l’Allen Institute for Artificial Intelligence nel 2014.

Ha inoltre dato un fortissimo contribuito alla sua Seattle, investendo nella città, anche dal punto di vista culturale. Allen usò la sua fortuna per comprare i Portland Trail Blazers della National Basketball Association nel 1988 e i Seattle Seahawks della National Football League nel 1996.

Un uomo quindi con grandi capacità, non solo tecniche ma anche imprenditoriali. Una persona che però, malgrado il denaro, non ha mai dimenticato da dove arrivava.

Molteplici i messi di cordoglio da parte del mondo tecnologico, dal CEO di Apple Tim Cook e quello di Google Sundar Pichai che hanno definito Allen un “pioniere” fino a Jeff Bezos di Amazon, che ha parlato del lavoro di Allen ritenendolo “d’ispirazione per tante persone”.