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AMD lotta con il vento a sfavore ma riesce a fare un utile

AMD ha chiuso il secondo trimestre dell'anno con un fatturato di 1,41 miliardi di dollari, un utile netto di 37 milioni e uno operativo di 77 milioni. Come annunciato la scora settimana, la casa di Sunnyvale ha registrato un fatturato in calo dell'11% rispetto allo scorso anno (1,57 miliardi di dollari). Il dato è nettamente inferiore anche a quello del primo trimestre di quest'anno (1,59 miliardi di dollari, per un calo del 12%).

L'aspetto positivo di questi conti è sicuramente l'utile, che forse in pochi si aspettavano dopo la revisione delle stime di vendita. Un dato notevolmente migliore rispetto alla perdita di 590 milioni del trimestre precedente, ma in calo sull'utile di 61 milioni dell'anno scorso. "La debolezza generale dell'economica globale, la riduzione degli acquisti da parte dei consumatori e una domanda in contrazione dal canale di vendita per i nostri processori desktop in Cina ed Europa hanno complicato le ultime settimane di questo trimestre", ha dichiarato l'amministratore delegato dell'azienda, Rory Read.

"Stiamo adottando misure per migliorare la prestazione e correggere i nostri errori, ben sapendo che il vento contrario continuerà a soffiare nel terzo trimestre. Rimaniamo ottimisti circa l'andamento dei nostri settori strategici così come le future opportunità date dalle APU. Trinity, presentata di recente, continua a guadagnarsi l'interesse da parte dei clienti. Siamo impegnati a lavorare per una crescita che porti a profitti".

Le parole di Read riflettono pienamente l'andamento della divisione Computing Solutions di AMD, quella delle CPU, ha visto decrescere il proprio fatturato del 13%, sia rispetto al trimestre precedente sia allo stesso periodo dello scorso anno. Oltre alla contrazione delle vendite, l'azienda ha registrato anche un calo nel prezzo medio di vendita. L'utile operativo della divisione ha raggiunto gli 82 milioni di dollari, rispetto ai 124 del Q1 2012 e i 142 milioni del Q2 2011.

Per quest'andamento l'AD Rory Read ha incolpato una "pausa" nell'adozione dei processori Opteron basati su architettura Bulldozer e nella distribuzione di APU Llano nel canale di vendita, cui l'azienda tempo fa – quando le rese non erano di buon livello – aveva preferito il mercato OEM.

Tutto questo ha portato a Read a dire che "non ci sono dubbi che abbiamo perso quote di mercato nel secondo trimestre". Un'affermazione che dovrebbe valere tanto per il segmento desktop tanto per quello server. Non è chiaro l'andamento nel comparto notebook, ma per la seconda metà dell'anno Read si aspetta vendite sempre deboli, con un leggero incremento per via degli acquisti in preparazione del debutto di Windows 8 da parte di consumatori e OEM. Il confronto con la trimestrale di Intel di pochi giorni fa è sempre impietoso e fa intuire che le distanze potrebbero essersi ulteriormente ampliate.

Per quanto riguarda il settore delle schede video, il fatturato è sceso del 5% rispetto al trimestre scorso, mentre è rimasto stabile rispetto all'anno passato. Il calo è da attribuirsi, semplicemente, alla contrazione delle vendite al dettaglio. La divisione ha comunque registrato un utile operativo di 31 milioni, rispetto ai 34 milioni del primo trimestre di quest'anno e alla perdita di 7 milioni dell'anno passato. Il prezzo medio di vendita delle GPU è rimasto invariato nel confronto con i due periodi di riferimento.

Per quanto riguarda il terzo trimestre, l'azienda prevede una riduzione del fatturato dell'1% (con margine di errore di circa il 3%). Secondo Rory Read il mercato PC potrebbe "resettarsi" su un livello di fatturato complessivamente inferiore. "Per la prima volta dal 2011 le vendite di PC sono scese per tre trimestri consecutivi e sono sotto le medie storiche da oltre sette trimestri". Nulla di più scontato data la situazione globale e la concorrenza dei tablet, che incide sulla vendita di portatili.