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AMD Project 47, supercomputer che sta in un armadietto

AMD è riuscita a mettere 1 PetaFLOPS (single precision) di potenza in un solo rack server. È un risultato davvero ammirevole, considerando che solo qualche anno fa la stessa potenza di calcolo avrebbe richiesto un vero e proprio supercomputer – che avrebbe occupato decine di metri quadrati.

Si tratta di AMD Project 47, un rack al cui interno trovano posto 20 processori EPYC 7601, ognuno dei quali contiene 32 core fisici. Insieme alle CPU anche 80 GPU Radeon Instinct MI25, progettate appositamente per questo tipo di utilizzo. Ogni unità 2U del rack ospita quindi una CPU EPYC e 4 GPU. Abbiamo poi 10 terabyte di memoria e 20 schede Mellanox 100G  a gestire le interconnessioni.

Davvero moltissima potenza, "zippata" in un formato rack che potrebbe stare dentro un armadio. Il risultato è (anche) una grande efficienza, circa 30 GFLOPS/watt. Project 47 consuma infatti poco più di 33 kW, il che ha dell'incredibile.

Oggi AMD ha mostrato cosa si può ottenere quando la migliore CPU server del mondo si combina con la migliore GPU, basata sulla rivoluzionaria architettura AMD Vega. Sviluppato da AMD in collaborazione con Inventec, Project 47 è basato sulla piattaforma di calcolo parallelo Inventec P, ed è un rack progettato per eccellere in diverse attività, dalla virtualizzazione grafica alla machine intelligence.

Per comprendere meglio la portata di questa novità si può pensare che nel 2007 il supercomputer IBM Roadrunner aveva le stesse prestazioni, ma occupava 696 rack su un'area di circa 550 metri quadrati e consumava 2,3 milioni di watt. All'epoca era il supercomputer più potente del mondo. Anch'esso usava processori AMD (Opteron).

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Il Roadrunner aveva un totale di 128.000 core, mentre Project 47 si ferma a "solo" 640 core EPYC. Visto che le prestazioni IPC non sono aumentate proporzionalmente in dieci anni, è chiaro che sono le GPU Vega a fare la differenza. Non si tratta ovviamente delle stesse Vega che potremo comprare tra poco per il nostro PC: le Radeon Instinct infatti sono progettate apposta per questo tipo di utilizzo.

80 di queste GPU possono arrivare fino a 960 TFLOPS (dipende dalla frequenza), cioè quasi la potenza totale di Project 47. I processori EPYC, ognuno dei quali ha 128 linee PCIe, sono praticamente gli "aiutanti" in questo sistema, mentre le GPU fanno il grosso del lavoro. Sul Roadrunner c'erano solo CPU. Un confronto che la dice lunga su quanto si sono evolute le Graphics Processing Units.

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Project 47 non ha valore solo di per sé, ma è utile ad AMD anche per mostrare le qualità del sistema per server a singolo socket. In tal senso, infatti, l'azienda propone EPYC come alternativa alle piattaforme Intel, sottolineando il costo minore a parità di prestazioni.

Al SIGGRAPH 2017 AMD ha mostrato come Project 47 sia in grado di servire remotamente software come Maya, Blender o Premiere Pro a tre diversi terminali contemporaneamente. C'era un minimo di latenza visibile, che AMD ha attribuito alla connessione. L'azienda ha poi usato AMD ProRender su Project 47 per mostrare una motocicletta renderizzata in tempo reale una volta al secondo.

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Questo ci dà la misura di quanto sia riuscita a fare AMD nel corso di dieci anni, cioè ridurre il consumo del 98% e lo spazio occupato del 99,9%. Non è ancora noto quanto costerà Project 47, ma sicuramente molti laboratori nel mondo saranno interessati ad aggiornare i propri sistemi con questa novità. È difficile persino immaginare dove saremo arrivati tra altri dieci anni.


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