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AMD Radeon FreeSync 2: HDR e bassa latenza

AMD si è impegnata molto sul fronte del FreeSync in questi anni, facilitando la proliferazione di monitor compatibili e introducendo una funzione molto attesa, LFC, ossia low-frame rate compensation. Quest'ultima ha permesso al FreeSync di maturare e colmare il gap con uno dei principali vantaggi della tecnologia concorrente di Nvidia, nota come G-Sync. Prima di LFC ogni volta che il frame rate nel vostro gioco preferito scendeva sotto il livello minimo di refresh variabile del monitor, il FreeSync smetteva di funzionare introducendo artefatti come tearing e judder.

Il FreeSync si evolve

LFC era necessaria al FreeSync, e poiché AMD l'ha implementata nei driver Crimson, molti monitor l'hanno supportata da subito. Per altri non è andata così. Abilitare LFC richiede che il monitor abbia un refresh rate massimo superiore o uguale a 2,5 volte a quello minimo. Per questo i pannelli con un intervallo di refresh rate variabile tra 40 e 60 Hz, 48 e 75 Hz o 55 e 75 Hz non potevano beneficiarne.

I problemi di gioventù e la successiva assenza di uniformità da un monitor all'altro sul fronte delle caratteristiche e dell'intervallo operativo, hanno portato molti appassionati a vedere il FreeSync come un'alternativa più conveniente, ma meno affinata, del G-Sync.

Oggi AMD gode di un chiaro vantaggio su Nvidia per quanto concerne la varietà dei prodotti sul mercato. Secondo l'azienda in commercio ci sono sei volte tanti monitor con supporto FreeSync rispetto a quelli G-Sync – e le ultime soluzioni sono davvero convincenti.

AMD continua a lavorare per migliorare la tecnologia. Il FreeSync è supportato su alcuni monitor anche tramite l'HDMI e di recente l'azienda ha fatto funzionare FreeSync in modalità full-screen senza bordi.

AMD però sa bene che non può concedersi pause se vuole prevalere su Nvidia, che è ancora la forza dominante nel settore grafico. Per questo l'azienda ha accantonato alcuni ideali sull'uso degli standard aperti al fine di attrarre i giocatori disposti a pagare molti soldi per avere un'esperienza senza pari. Ecco com'è nato FreeSync 2.

Un passo in più verso l'HDR

Nel 2015 abbiamo parlato con AMD dell'HDR. Nel 2016 non sembra sia avvenuto molto su questo fronte, almeno su PC, ma se guardate bene qualcosa si è mosso altrove: PlayStation 4 Pro e Xbox One S, entrambe con grafica AMD, hanno aggiunto il supporto via HDR10.

Abbiamo iniziato a vedere TV capaci di offrire una gamma di colori e luminosità maggiori rispetto a sRGB. Persino i videogiochi hanno iniziato a implementare la tecnologia per giustificare l'investimento in console marginalmente più veloci e schermi più costosi.

Radeon FreeSync 2 promette di portare tutto questo su PC nel 2017, e il risultato dovrebbe essere migliore rispetto a quanto i giocatori console possono sperimentare oggi. L'importanza di FreeSync 2 è tutta in una slide: 

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Quella che vedete è l'eliminazione della tecnica tone mapping, necessaria affinché un monitor presenti un'immagine HDR. FreeSync 2 permette tutto questo alimentando il motore di gioco fornendogli informazioni specifiche sullo schermo che state usando. In cambio avete la migliore qualità d'immagine possibile che il monitor è in grado di offrire, dato che il gioco fa il tone mapping sulle caratteristiche specifiche del monitor. C'è anche una notevole riduzione nell'input lag, illustrata nella slide di AMD.

Ovviamente non vorrete usare un software non gestito a dovere nello stesso modo. Per questo AMD ha aggiunto uno switch automatico per portarvi nell'HDR quando possibile e poi ritornare alla precedente configurazione del monitor. 

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Perché non usare semplicemente HDR10 o Dolby Vision? Avrebbero richiesto un altro passaggio di tone mapping. David Glen, senior fellow architect di AMD, dice che HDR10 e Dolby Vision sono stati progettati per 10 o più anni di sviluppo. Per questo anche i migliori schermi HDR disponibili oggi non possono offrire ciò che permettono quei transport spaces. Questo è il motivo per cui normalmente uno schermo deve nuovamente fare il tone mapping, aggiungendo dell'input lag ulteriore che FreeSync 2 vuole eliminare.

Sembra che dietro a FreeSync 2 ci sia un grande lavoro, giusto? Per iniziare ogni monitor compatibile con FreeSync 2 deve essere caratterizzato. Poi, sul fronte software, giochi e player video devono essere abilitati con una API fornita da AMD. È necessario che vi sia coordinamento tra gli sviluppatori di giochi, AMD e i produttori di schermi, perciò bisogna vedere con quanto entusiasmo i partner di AMD abbracceranno FreeSync 2, in particolare perché la tecnologia è (al momento) proprietaria. 

AMD ci ha dato alcune garanzie su cosa significherà realmente FreeSync 2. Per iniziare, gli schermi dovranno offrire una luminosità percepita e un volume colore più di due volte maggiore rispetto a sRGB.

Anche se sembra un valore arbitrario, ricordate che AMD vuole che questa tecnologia arrivi sul mercato nel 2017. FreeSync 2 deve lavorare entro i confini di quanto è disponibile e secondo AMD il requisito fissato sarà soddisfatto dai migliori monitor che vedrete sul mercato quest'anno.

La certificazione FreeSync 2 richiede anche una bassa latenza. Glen non ci ha dato numeri, ma ha detto che più di qualche millisecondo di input lag è ritenuto inaccettabile. Infine la low frame rate compensation diventa una caratteristica obbligatoria di FreeSync 2, e questo ci dice implicitamente che vedremo intervalli operativi maggiori rispetto ai monitor odierni.

FreeSync e FreeSync 2 coesisteranno, quindi continuerete a vedere schermi FreeSync anche dopo l'arrivo dei modelli certificati FreeSync 2. Fortunatamente ogni scheda video compatibile con FreeSync supporterà anche FreeSync 2.

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