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AMD Ryzen 3000 richiestissimi in Germania anche a ottobre

Gli ultimi dati di Mindfactory, importante rivenditore tedesco di hardware, confermano l’ottimo andamento di AMD nel mercato dei microprocessori anche nel mese di ottobre.

L’azienda statunitense ha infatti raggiunto una quota del 78% quanto a numero di CPU vendute, facendo leggermente peggio di settembre, quando aveva raggiunto il massimo del 79%. Si parla in ogni caso di quasi 18 mila CPU vendite nel mese di ottobre.

Il processore Ryzen 5 3600 (Amazon) si è confermata come CPU più popolare tra gli acquirenti tedeschi a ottobre e, in generale, tutta la serie Ryzen 3000 ha registrato ottimi risultati. A seguire il modello a otto core Ryzen 7 3700X (Amazon) e il vecchio Ryzen 5 2600 (Amazon).

Intel, con una quota del 22% in rialzo di un punto percentuale (circa 5mila unità vendute), ha nei processori Core con moltiplicatore sbloccato, la cosiddetta serie K, i modelli più richiesti. Nell’ordine abbiamo Core i7-9700K (Amazon), Core i9-9900K (Amazon), Core i5-9600K (Amazon) e poi l’ottimo Core i5-9400F (Amazon) che inseriamo anche nella nostra guida all’acquisto.

Nel grafico qui sotto vediamo come la quota di AMD si sia impennata con l’introduzione di Matisse, ovvero la terza generazione delle CPU Ryzen. Il contrasto tra i livelli pre-2017 e post-2019 è davvero sorprendente.

Come noto, negli anni immediatamente prima del 2017 l’offerta di AMD si basava sui processori FX, mentre Intel poteva contare su architetture molto valide, con l’arrivo nel 2015 di Skylake, che rappresenta ancora le fondamenta dei microprocessori dell’azienda (escludendo Ice Lake mobile). Maggiori dettagli sullo scontro tra AMD e Intel “pre-2017” li trovate in questa news.

Intel potrebbe migliorare la propria posizione tagliando i prezzi, cosa peraltro già fatta con la gamma Core X “Cascade Lake-X” che arriverà entro questo mese.

La nuova gamma Core di decima generazione desktop – nome in codice Comet Lake – rappresenterà un primo banco di prova. Nelle scorse ore, per chi se le fosse perse, sono trapelate indiscrezioni piuttosto corpose in merito.

Intel, a ogni modo, ha la necessità di progredire sul fronte del processo produttivo, problema ammesso dallo stesso CEO dell’azienda a margine degli ultimi dati finanziari. Il problema è che le CPU a 10 nanometri desktop non sembrano essere esattamente alle porte (2021?), tanto che sono circolate voci su un passaggio diretto ai 7 nanometri, poi smentite da Intel.