CPU

AMD schiera una nuova arma per la lotta al COVID-19

Nei giorni scorsi AMD ha annunciato un nuovo importante risultato raggiunto con Lenovo e Nikhef, l’Istituto Nazionale Olandese di Fisica Subatomica che ha messo a disposizione il suo nuovo cluster di calcolo per supportare la ricerca contro il COVID-19. Il cluster in questione è ancora in fase di test e, solitamente, viene usato per i calcoli sulla fisica delle particelle e delle onde gravitazionali.

Il datacenter è stato ampliato sfruttando dei Lenovo ThinkSystem SR655, potenti rack con processori AMD EPYC 7002, fino a 1TB di memoria RAM, spazio per 20 unità di archiviazione in formato 3,5″ e 32 unità in formato 2,5″ e otto slot PCIe. I nuovi sistemi sono stati installati per prepararsi al meglio ai crescenti flussi di dati provenienti dal CERN, dove si prevede che nel prossimo futuro l’acceleratore di particelle Large Hadron Collider produca un volume di dati dieci volte superiore all’attuale. Nell’ultima settimana sono stati consegnati e installati un totale di quattro rack, con oltre 3800 core AMD EPYC e 31TB di memoria.

L’istituto Olandese Nikhef sta già testando l’infrastruttura informatica necessaria per il flusso di dati in questione; la nuova capacità di calcolo sarà resa disponibile durante questi test in una staffetta annuale del Dutch Power Cows, dove un team di esperti della piattaforma ICT raggrupperà la potenza di calcolo distribuita per specifici progetti globali. Visto l’emergenza che stiamo vivendo, in questo momento il team sta lavorando per contribuire alla ricerca sulle strutture molecolari del coronavirus, in modo da aiutare nello sviluppo di una cura per il COVID-19.

Il nuovo cluster presentato questa settimana segue l’accordo originale dello scorso anno tra AMD e Nikhef, grazie al quale il datacenter era stato ampliato e migliorato con un cluster di server Dell EMC PowerEdge R6415, equipaggiati con processori AMD EPYC fino a un massimo di 32 core e TDP di 180W. L’Istituto di ricerca Olandese contribuisce alla creazione di tecnologie future e allo sviluppo di alcuni componenti oramai fondamentali della nostra vita come internet, la navigazione GPS, la tecnologia avanzata dei sensori e le tecniche di imaging medicale.

L’annuncio arriva mentre AMD rivela i recenti piani del Lawrence Livermore National Laboratory e del Penguin Computing negli Stati Uniti per aggiornare il laboratorio ancora inclassificato, Corona high performance computing (HPC) per aiutare la ricerca COVID-19. Il sistema Corona sarà utilizzato dal COVID-19 HPC Consortium, una partnership pubblico-privata statunitense che sta fornendo tempo e risorse informatiche gratuite agli scienziati di tutto il paese impegnati nella lotta contro COVID-19, e dai ricercatori della LLNL.