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AGON AG353UCG, AOC lavora a un 35 pollici G-Sync HDR

AGON AG353UCG arriverà tra settembre e ottobre a circa 2000 euro offrendo G-Sync HDR, refresh di 200 Hz e 35 pollici per giocare al top.

AOC e Philips (MMD) ci hanno portato in quel di Madrid per mostrarci le novità che hanno in serbo per i prossimi mesi in fatto di monitor.

AOC in particolare, che articola la sua proposta su due linee chiamate AOC Gaming e AGON, ci ha appena informato che verso settembre / ottobre arriverà un monitor dalle specifiche di altissimo livello: si chiama AG353UCG.

L’AGON AG353UCG è uno schermo da 35 pollici ultrawide (88,98 cm), un 21:9 con risoluzione di 3440 x 1440 pixel (UWQHD) con refresh rate massimo fino a 200 Hz e un tempo di risposta di 1 millisecondo. Lo state già sognando? Fermi tutti, le sue caratteristiche da primo della classe non si fermano qui.

Si fregia infatti del supporto G-Sync HDR, con una luminosità di picco di 1000 nits (rispetta i dettami dello standard VESA DisplayHDR 1000), un contrasto pari a 2000:1 figlio del suo pannello VA (Vertical Aligment) con retroilluminazione WLED e una copertura del gamut DCI-P3 del 100%.

AOC non ha lesinato nemmeno sul design, che chiaramente è aggressivo e il più possibile frameless su tre lati. Nella parte posteriore c’è persino un anello con LED RGB personalizzabile che AOC chiama Light FX.

AGON AG353UCG è regolabile in altezza fino a 120 mm, può essere inclinato e il suo On-Screen Display (OSD) può essere navigato grazie al joystick a cinque vie nella cornice bassa. È presente anche un doppio supporto, su entrambi i lati, per appendere le cuffie da gioco e anche una maniglia per il trasporto.

Completano la dotazione i due speaker (5 o 8 watt, non è chiaro al momento) e una dotazione di porte generosa che comprende DisplayPort 1.2 (necessaria per i 200 Hz), HDMI 2.0, quattro USB 3.1 Gen1, uscita cuffie e ingresso microfono.

Per quanto riguarda il prezzo AOC non ha voluto sbilanciarsi del tutto, dato che si tratta di un prodotto ancora in sviluppo, ma ci è stato comunicato che potrebbe inserirsi a 2000 euro, “tra 1800 e 2200 euro”.