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Atom SoFIA prodotto da un’altra azienda, Intel shock

Se in Intel cercavano qualcuno capace di prendere decisioni importanti dopo il ritiro di Paul Otellini con Brian Krzanich hanno trovato la persona giusta. Il nuovo amministratore delegato che si è insediato a maggio ha rivisto in pochi mesi l'organigramma aziendale, ha posto l'accento sul settore mobile, aperto all'Internet delle cose e ai maker e, in ultimo, ha forse preso la decisione più inaspettata di tutte: far produrre un proprio chip a una fonderia esterna.

Intel ha le migliori "fonderie" al mondo, e per giunta non le sta usando al massimo della capacità produttiva per via della minore domanda di microprocessori figlia del calo delle vendite di PC. L'azienda realizza anche soluzioni per il settore dei tablet e degli smartphone, ma in volumi tali che non compensano (ancora) quanto perduto.

Per questo negli ultimi due anni Intel ha stipulato accordi con realtà piccole o anche di medio/alto livello – ad esempio con Altera – per farsi carico della produzione per conto terzi, come fanno le altre fonderie del settore TSMC e Globalfoundries. Krzanich ha dichiarato che l'azienda continuerà a tenere aperta la porta dei propri impianti a chiunque – proprio tutti, anche potenziali concorrenti – voglia accedere alle migliori capacità produttive.

Quindi perché far produrre SoFIA a una terza parte visto che gli impianti di Intel hanno bisogno di essere messi in moto? Semplicemente per una questione di costi, o almeno questa è la spiegazione più logica che sovviene in questo momento. Il nuovo Atom arriverà nel tardo 2014 con l'obiettivo di conquistare la fascia più bassa del mercato smartphone e tablet. Al suo interno un modulo radio integrato per la gestione delle comunicazioni basato su architettura ARM che successivamente sarà sostituito da una soluzione x86.

L'obiettivo è non perdere ulteriore tempo e inseguire traguardi ambiziosi. Krzanich, così come il presidente Andy Bryant, ha dichiarato che il ritardo accumulato nel settore mobile è il frutto di una mentalità sbagliata del management precedente, che non ha capito cosa stava accadendo. Bryant si è detto "personalmente imbarazzato" dei risultati. "Rifiutavamo i tablet e ne stiamo pagando il prezzo in questo momento", ha aggiunto.

E ora che Intel ha capito i propri errori, vuole riscattarsi battendo ogni strada possibile, anche quella meno usuale. Per farlo servono sì una nuova mentalità, ma anche prodotti convincenti. Il prossimo anno nel settore smartphone vedremo Merrifield in formato dual e quad-core a 22 nanometri, mentre Cherry Trail porterà l'architettura Airmont e i 14 nanometri in ambito tablet.

Nel 2015 vedremo Broxton, una soluzione ancora più veloce basata su architettura Goldmont. Krzanich ha affermato inoltre che il design di Broxton permetterà a Intel di creare derivati con maggiore velocità, coprendo sia il settore degli smartphone che quello dei tablet. Questo chip, insieme a SoFIA, "non era nemmeno sulla roadmap tre mesi fa", ha aggiunto l'AD.

L'obiettivo è accrescere la potenza delle GPU nei propri SoC mobile di 15 volte entro il 2016, accoppiandole a CPU fino a cinque volte più potenti rispetto alle soluzioni attuali. Basteranno queste mosse per competere con le architetture ARM proposte da Qualcomm, ma anche da realtà ormai più che emergenti come Mediatek? Come sempre saranno il mercato e il tempo a parlare, anche perché Krzanich è sì capace di prendere "decisioni importanti", ma non è detto che prenda quelle giuste.