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Schede madre

B365, nuovo chipset Intel a 22 nanometri per alleggerire le linee a 14 nanometri

Nelle scorse settimane Intel ha introdotto il chipset H310C, una versione a 22 nanometri dell’H310 realizzato a 14 nanometri. La casa di Santa Clara sta tuttora faticando a coprire la domanda di chip a 14 nanometri e quindi il ritorno ai 22 nanometri le consente di togliere un po’ di pressione alle linee produttive a 14 nanometri, destinandole maggiormente ai processori.

Un altro passo in tale direzione arriva con il nuovo chipset B365, che fondamentalmente è un B360 prodotto a 22 nanometri, anche se con una chiara differenza: si tratta di un PCH (Platform Controller Hub) Kaby Lake e non Coffee Lake. Ciò lo differenzia dagli altri chipset della serie 300.

Il B365 supporta fino a 20 linee PCI Express, contro le 12 linee del B360. Il B365 offre anche due porte USB in più e diverse configurazioni RAID. Il B360, dal canto suo, vanta il supporto USB 3.1 e al wireless integrato, assenti sul B365. Prestazionalmente parlando, non ci aspettiamo differenze tra le motherboard B360 e B365. Sulla base di queste caratteristiche Techpowerup lo definisce come “uno Z170 rimarchiato con overclock bloccato”.

  Intel B365 Chipset Intel B360 Chipset
Nome in codice Kaby Lake Coffee Lake
Velocità bus 8 GT/s DMI3 8 GT/s DMI3
TDP 6W 6W
Supporto all’overclock No No
Opzioni embedded disponibili No No
DIMM per canale 2 2
Schermi supportati 3 3
Supporto PCI No No
Revisione PCI Express 3.0 3.0
Configurazioni PCI Express x1, x2, x4 x1, x2, x4
Numero massimo di linee PCI Express 20 12
Porte USB 14 12
Revisione USB 3.0/2.0 3.1/2.0
Porte SATA 6 Gbps 6 6
Configurazione RAID PCIe 0,1,5 / SATA 0,1,5,10 No
Configurazioni PCI Express supportate dalla CPU 1×16 1×16
Wireless integrato No Intel Wireless-AC MAC
Versione firmware Intel ME 11 12

Insomma, al consumatore non resta come sempre che scegliere la scheda madre in base alle caratteristiche e al prezzo. Questa novità serve più a Intel per cercare di chiudere il problema dello shortage dei 14 nanometri il prima possibile, per poi guardare al futuro, ai 10 nanometri e non solo.