Schede Grafiche

Big Red 200 sarà il primo supercomputer con GPU NVIDIA Ampere?

Cos’è Big Red 200? Si tratta del più potente supercomputer universitario al mondo ed è di proprietà dell’Università dell’Indiana. Il suo scopo sarà fornire applicazioni avanzate di apprendimento automatico sfruttando imponenti set di dati e complicati calcoli scientifici con una rapidità disarmante. Il computer è già stato inaugurato, ma manca ancora qualcosa a renderlo completo, per permettergli di raggiungere il suo pieno potenziale, almeno fino al prossimo salto generazionale.

Il responsabile dietro al progetto in questione ha fornito una dichiarazione a The Next Platform. Ci sono dei piccoli dettagli (per modo di dire) che mancano prima di poter dichiarare la piena operatività di Big Red 200, tra questi troviamo le GPU. Apparentemente quest’estate il supercomputer riceverà in dotazione le GPU di prossima generazione di NVIDIA. La velocità di calcolo delle suddette dovrebbe essere di circa del 70/75% più alta rispetto alla generazione precedente.

Allo stato attuale vengono sfruttati processori AMD ROME EPYC 7742 in 672 nodi a doppio-socket. Per raggiungere la potenza pensata però serve altro e infatti per l’estate è in programma il passaggio alla fase successiva. Verranno aggiunti altri processori identici e delle schede grafiche NVIDIA non meglio specificate, che potrebbero essere basate su architettura Ampere di nuova generazione.

I responsabili dietro il progetto hanno ammesso che c’è stata di mezzo la fortuna. Se il supercomputer fosse stato completato prima, con tutta probabilità sarebbero state installate delle GPU Tesla V100, che avrebbero consentito di raggiungere un massimo di 5,9 petaflop. Con le nuove GPU che verranno installati, il supercomputer arriverà a 8 petaflop.

Il Big Red 200 è il successore del Big Red 2 e dovrebbe essere ben 8 volte più veloce. Quest’ultimo è basato sull’architettura Kepler di NVIDIA, sulle Tesla K20 e Tesla P100. Secondo i responsabili, i calcoli che il nuovo computer sarà in grado di fare in un secondo potranno essere eguagliati da tutta la popolazione dello stato dell’Indiana solo se si mettessero a lavorare per 28 anni 24 ore su 24, 7 giorni alla settimana.