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Periferiche di Rete

Bluetooth senza batteria, un cerotto per connettere tutto e tutti

Una startup israeliana ha realizzato un chip di nuova generazione: unisce sensori e radio Bluetooth ma non ha bisogno di batteria.

Amazon, Samsung e altri partner hanno finanziato lo sviluppo di un chip Bluetooth che funziona senza batterie. Progettato dalla società Wiliot per gli oggetti connessi dell’Internet of Things, ha l’aspetto di un classico “cerotto” RFID, ma integra componenti elettronici più avanzati.

L’idea, si deduce dal comunicato stampa, è di usare questo nuovo chip per rendere ubique le comunicazioni tra oggetti, e allo stesso di renderle più utili: oltre alla radio Bluetooth, infatti, è possibile inserire diversi sensori per rilevare ad esempio pressione e temperatura.

Il chip assorbe l’energia necessaria direttamente dalle onde elettromagnetiche circostanti: Wi-Fi, Bluetooth e onde radio in generale vengono convertite in energia elettrica, probabilmente con un sistema a induzione. Il tutto è gestito da un processore con architettura ARM.

È il comunicato stesso a fornire alcuni esempi di utilizzo pratico. Le etichette si possono applicare a beni di consumo in fase di produzione, rendendone più semplice il tracciamento dalla fabbrica al negozio. Si potrebbero usare per integrare il manuale di istruzioni, che così sarebbe accessibile anche anni dopo che abbiamo comprato un oggetto – andando così a risolvere un problema piuttosto comune.

Ci sono ovviamente le applicazioni pubblicitarie: collegandosi a un paio di pantaloni o un giocattolo, in negozio, potremmo ottenere maggiori informazioni direttamente sul nostro smartphone. In casa, poi, rende possibile la comunicazione tra oggetti: la bottiglia del latte potrebbe avvisare il frigorifero, che a sua volta potrebbe ordinare di nuovo il prodotto o aggiungerlo alla lista della spesa. Gli abiti potrebbero informare la lavatrice riguardo ai colori, ed evitare una volta per tutte la maledizione dei calzini bianchi che diventano rosa. Un chip senza batteria, in grado di funzionare sempre, potrebbe inoltre rivelarsi utile per tracciare oggetti perduti o smarriti – mentre le soluzioni attuali funzionano solo finché dura la batteria.

Siamo quindi di fronte a un salto evolutivo del tradizionale chip RFID, e a una trovata che potrebbe effettivamente dare una notevole spinta allo sviluppo e alla diffusione della cosiddetta Internet of Things.  E la sicurezza informatica? Nel comunicato stampa non ci sono informazioni su questo delicato e importante aspetto.

Wiliot ha raccolto circa 50 milioni di dollari in finanziamenti, a cui hanno partecipato anche Amazon e Samsung. L’azienda israeliana spera di poter avviare la distribuzione già quest’anno, per poi entrare a regime nel corso del 2020.