Bonus PC

Il Bonus PC? Un fallimento, usato solo il 33% dei fondi

Vi ricordate del “voucher banda larga” emesso dal governo Conte-bis, volgarmente noto come “Bonus PC”? Il bonus è stato lanciato dal Ministero dello Sviluppo Economico nel novembre 2020 e rientrava in una serie di iniziative volte a diffondere maggiormente la banda ultra-larga. Per poterne usufruire era quindi necessario sottoscrivere un contratto internet ad alta velocità con uno degli ISP attivi in Italia, la cui offerta software e hardware avrebbe dovuto conformarsi a dei rigidi parametri volti a tutelare i diritti dei consumatori. Su pressione degli operatori telefonici, i parametri del “Bonus PC” furono rivisti a poche settimane dal lancio dell’iniziativa: l’attuale versione adotta i parametri che riportammo il 23 novembre. A sei mesi dal lancio, quali sono i risultati del Bonuc PC?

Fiber optic cables, fibre connection, telecomunications concept.

Secondo il report stilato da Consumerismo No Profit, associazione composta da esperti provenienti dalle istituzioni, dal mondo del lavoro e dal no profit che opera indipendentemente per perseguire la tutela dei consumatori italiani secondo un modello tipicamente anglosassone, e come previsto da molti utenti nei commenti, “il Bonus PC si è rivelato un fallimento totale, anche a causa di condizioni proibitive e vincoli eccessivi imposti dal Governo e dagli operatori telefonici”. Luigi Gabriele, presidente di Consumerismo, spiega: “Dei 200 milioni di euro stanziati dal Governo per destinare 500 euro di incentivo per l’acquisto di pc e tablet alle famiglie con Isee inferiore a 20mila euro, solo 66,9 milioni di euro sono stati ad oggi spesi dagli utenti […] rimangono giacenti 120 milioni di euro ancora inutilizzati”. Secondo Consumerismo questa è la dimostrazione che il Bonus PC non ha incontrato il favore dei consumatori e si è rilevato un flop.

Dal punto di vista dei numeri, le cifre fallimentari del Bonus PC riportate da Consumerismo sono le seguenti: solo il 33,5% della somma è stato realmente utilizzato, mentre una parte minima (il 6,5%, poco meno di 13 milioni di euro) è invece “prenotata”. Infine il 60% delle risorse stanziate non è stato richiesto in alcun modo. Secondo l’associazione i motivi del fallimento del “voucher banda larga” non sono riconducibili esclusivamente al governo. Certamente la scelta dell’esecutivo di “blindare” il bonus, legandolo all’attivazione di una connessione internet a banda ultra-larga, non è stata efficace. Non ha contribuito l’aver lasciato la scelta dei requisiti tecnici e degli operatori autorizzati a offrire prodotti e promozioni sul mercato a Infratel, società in-house del MISE e parte del gruppo Invitalia. Infine, le condizioni poste dagli ISP non sono state abbastanza attraenti per i consumatori.

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L’indagine realizzata da Consumerismo si conclude con un focus e un confronto delle offerte degli operatori telefonici sul fronte di pc, tablet e connettività nell’ambito del Bonus PC. Secondo l’associazione il gestore meno conveniente e che pone più vincoli e limiti ai consumatori è Tim, sebbene sia l’unico ISP a includere un computer nell’offerta. Si tratta del laptop super-entry level Onda Oliver Plus, un computer le cui prestazioni sono decisamente al di sotto del Lenovo Ideapad S145 che vi suggeriamo come entry-level nella nostra guida ai migliori notebook, portatili e 2-in-1. Tra gli altri operatori, l’offerta più conveniente a oggi è quella WindTre denominata “Super Fibra con Bonus PC”.

Speriamo che l’indagine di Consumerismo porti il governo a valutare una revisione profonda del Bonus PC e dei suoi parametri, di modo che possa effettivamente aiutare i consumatori a migliorare la propria connessione e ridurre il digital divide, senza risultare un altro fallimento.

Anche se non rientra nelle offerte del Bonus PC, il Huawei Matebook D14 è uno dei migliori portatili per rapporto qualità/prezzo. Non perdetevelo!