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Brave raggiunge la versione 1.0, il browser che pensa alla privacy si rilancia

Brave Software, azienda co-fondata dall’ex CEO di Mozilla Brendan Eich, ha reso disponibile la versione 1.0 del suo browser per Windows, macOS, Linux, Android e iOS: Brave. In un mercato ormai saturo di browser di vario tipo, in grado di soddisfare ogni tipo di esigenza, Brave si posiziona come un browser veloce in grado di preservare la privacy degli utenti grazie alle sue impostazioni predefinite molto restrittive, oltre che a offrire una piattaforma di pagamento basata sulle criptovalute che permette agli utenti di premiare i creatori di contenuti.

Brave viene fornito con un blocco degli annunci incorporato tra i più efficaci nel settore, con integrate funzioni anti-tracking. “Tutti sono infastiditi dalla sensazione di essere rintracciati e da annunci sbagliati”, ha dichiarato il co-fondatore Eich. “Penso per che il problema non sia l’impatto visivo degli annunci ma il tracking e il suo costo prestazionale. C’è il tempo di caricamento della pagina, il caricamento degli script di tracking che caricano altri script, che a loro volta caricano gli script che caricano gli annunci, che scaricano anche la batteria”.

La tecnologia anti-tracking integrata si interfaccia a un blocco degli annunci in grado di auto apprendere eventuali contenuti da bloccare. In sostituzione al consueto sistema di annunci, l’azienda ha introdotto Brave Rewards, funzione opzionale alla quale attualmente hanno aderito circa 300.000 creatori di contenuti. Per la maggior parte utenti con un piccolo pubblico su YouTube e Twitter, ma anche grandi editori come Wikipedia, The Washington Post, The Guardian, Slate e LA Times.

Usando questa funzione il browser mostra un piccolo numero di annunci, come notifica in una scheda pubblicitaria privata separata, in base alle abitudini di navigazione dell’utente. Gli utenti ricevono quindi il 70% di quello che gli inserzionisti pagano per gli annunci, mentre Brave trattiene il 30%.

Quando gli utenti visualizzano questi annunci, iniziano a guadagnare Basic Attention Tokens (BAT), la criptovaluta di Brave, che possono decidere di tenere per guadagnare o donare ai creatori di contenuti. Inizialmente Brave ha usato i Bitcoin come valuta, ma, come ha notato Eich, i Bitcoin stavano acquisendo troppo valore, e gli utenti preferivano tenerseli invece che donarli.

Parlando di sicurezza invece, per gli utenti che vogliono davvero rendersi anonimi sul web, Brave dispone di una modalità di navigazione privata, proprio come qualsiasi altro browser, ma con l’aggiunta di poter aprire una sessione privata attraverso la rete Tor, che rende molto difficile l’identificazione da parte dell’utente.

Sotto al cofano Brave è un basato su Chromium, ed è pensato per offrire le migliori prestazioni in fatto di velocità, compatibilmente con le funzioni di protezione della privacy, dell’anonimato e il blocco pubblicitario intelligente. In futuro, il team di Brave prevede di implementare una migliore funzione di sincronizzazione, con il supporto per la sincronizzazione delle schede e della cronologia.

Brave mira anche a rendere la partecipazione a Brave Rewards un’esperienza più piacevole per l’utente, in modo da aumentarne la diffusione. Nei primi giorni, prima che fosse distribuito su Android, il tasso di adesione a Brave Rewards era all’incirca del 40%, ed è ciò a cui il team vorrebbe tornare. Se volete provare Brave, potete scaricarlo direttamente dal sito ufficiale