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Browser Chrome più veloce nel caricamento delle pagine, ecco come

Google e agli altri sviluppatori di browser sono da sempre alla ricerca di tecniche per migliorare la velocità di caricamento delle pagine. Ci sono tanti modi per farlo, tra cui due nuove tecniche che Google si appresta a introdurre in Chrome: script streaming e code caching.

Secondo Marja Hölttä e Daniel Vogelheim, Resident Loader Coders di Chromium, queste due tecniche sono pensate per ridurre i tempi di attesa che si trascorrono “a fissare lo schermo bianco”, soprattutto su dispositivi mobili. La prima tecnica, script streaming, “ottimizza il parsing dei file JavaScript”.

google chrome

Le vecchie versioni di Chrome scaricano infatti uno script completamente prima di farne il parsing. Si tratta di un approccio diretto che non usa appieno la CPU nel tempo in cui il download sta terminando. Dalla versione 41 Chrome analizza gli script async e deferred su un thread separato, non appena il download è iniziato. Ciò significa che il parsing può essere completato solo millisecondi dopo che il download è terminato, e si traduce in caricamento delle pagine fino al 10% più veloce. “È particolarmente efficace con grandi script e connessioni di rete lente”, spiega Google.

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Code caching invece è utile per chi visita più volte la stessa pagina. Normalmente l’engine V8 compila il JavaScript della pagina a ogni visita, trasformandolo in istruzioni comprensibili al processore. Questo codice compilato è poi scartato quando l’utente esce dalla pagina perché il codice compilato è altamente dipendente dallo stato e dal contesto della macchina al momento della compilazione.

script streaming chrome

Con e senza script streaming – clicca per ingrandire

Chrome 42 archivia una copia locale del codice compilato, quindi quando l’utente ritorna sulla pagina già visitata, i passaggi di download, parsing e compilazione possono essere saltati. “Nel complesso di tutte le pagine caricate, Chrome permette di evitare circa il 40% di tempo di compilazione e risparmiare preziosa batteria sui dispositivi mobile”, conclude Google.