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Carenza CPU Intel, la produzione non è l’unico problema

Come riportato dal collega Paul Alcorn di Tom's Hardware USA, Intel ha pubblicato nelle scorse settimane un documento da cui traspare l'impegno nell'aumentare le capacità di test delle CPU a 14 nanometri in modo da "assicurare una fornitura continua" di alcuni processori per far fronte all'attuale "shortage".

Con shortage s'intende la carenza di chip a causa di una produzione incapace di tenere il passo della domanda. Oltre alla produzione insufficiente, sembra quindi che questa carenza di CPU a 14 nanometri sia collegabile in qualche modo anche alla mancanza di sufficienti impianti di collaudo dei microprocessori.

Il documento indica che per il test di alcuni prodotti a 14 nanometri l'azienda si avvarrà anche di una struttura in Vietnam, seguendo i dettami del programma Copy Exactly! (CE!) in grado di assicurare CPU pressoché identiche tra i diversi siti di produzione e/o di assemblaggio e test, grazie all'uso di procedure comuni.

Nell'impianto vietnamita Intel testerà i prodotti finiti. Come indicato nel documento, si parla di diverse CPU di settima generazione, ancora in circolazione e molto richieste in varie parti del globo. L'attuale periodo problematico non è quindi necessariamente legato alla sola produzione di wafer.

intel produzione

Come illustrato nelle scorse ore, per far fronte alla domanda di CPU, la casa di Santa Clara sta mettendo in campo di diverse strategie, tra cui il ritorno ai 22 nanometri per quanto riguarda i chipset (H310C nello specifico). Intel era infatti passata ai 14 nanometri per tutti i chipset della serie 300.

L'azienda ha tuttavia diversi nuovi prodotti a 14 nanometri in rampa di lancio contemporaneamente, come i processori Cascade Lake e Coffee Lake Refresh, a cui si aggiungono i modem XMM 7560 usati nei nuovi iPhone. Il volume dei modem non è di poco conto: Apple spedisce circa 50 milioni di iPhone ogni trimestre e, sebbene non tutti abbiano modem Intel, di certo l'azienda si troverà a realizzarne un numero elevato.

I modem sono piccoli, perciò occupano ciascuno pochissimo spazio sui wafer. Di conseguenza, Intel può ottenere un enorme numero di chip per wafer, quindi la produzione di modem non dovrebbe richiedere un elevato numero di wafer e linee produttive. Il problema però è che più chip per wafer equivalgono a più tempo e passaggi richiesti per tagliare i chip dai wafer (un processo chiamato wafer dicing).

Il numero di questi chip potrebbe rappresentare una sfida per le strutture di test, poiché ogni chip deve passare per rigorosi test. Gli stessi concetti di fondo dovrebbero applicarsi anche ai chipset, che sono anch'essi piccoli ma richiedono comunque l'attenzione da parte degli impianti di packaging e collaudo.

Dedicare una nuova struttura al test dei chip di settima generazione potrebbe migliorare una situazione che si sta riverberando su tutto il settore dei computer. Gli analisti prevedono che la carenza potrebbe contrarre le vendite di PC dal 5 al 7 percento, riducendo la domanda di altri componenti come DRAM e NAND.

Ciò potrebbe portare a una riduzione dei prezzi ma, come spiegato nelle scorse ore, realtà come Samsung stanno correndo ai ripari per mantenere i prezzi più alti possibili per non intaccare i proopri margini.

Nei giorni scorsi il CEO di Micron, Sanjay Mehrotra, ha attribuito una parte del futuro andamento dell'azienda nel mercato DRAM e NAND all'attuale shortage. "Nel nostro primo trimestre fiscale abbiamo visto un certo impatto dai nostri clienti a causa dello shortage di CPU". Secondo Mehrotra questa carenza potrebbe durare oltre il primo trimestre del prossimo anno.

Insomma, tempi difficili per Intel e per l'industria, e sebbene Intel stia prendendo provvedimenti per tenere il passo della domanda, l'industria potrebbe risentirne anche nella prima parte del 2019. La concorrente AMD potrebbe quindi sfruttare la situazione a proprio vantaggio, tanto che gli analisti del gruppo finanziario Jefferies prevedono un futuro roseo per la casa di Sunnyvale.

Non solo hanno alzato il target di prezzo delle azioni da 30 a 36 dollari, ma hanno affermato che AMD dovrebbe veder salire nettamente le proprie quote di mercato nel settore delle CPU. Citando un report dell'azienda di ricerche Fubon, l'analista Mark Lipacis ha affermato che HP adotterà CPU AMD per un massimo del 30% nei suoi PC consumer il prossimo anno e Dell userà più chip Ryzen nelle linee commerciali.

Di conseguenza l'analista ipotizza che AMD potrebbe triplicare la quota di mercato complessiva, passando dal 10% al 30%. "C'è un potenziale per un cambiamento nelle quote dal 90/10 al 70/30. Supponendo che la nostra valutazione sul vantaggio di AMD sul fronte dei transistor nel 2019 sia corretta, e che i problemi di fornitura di chip Intel si protraggano fino a metà 2019, pensiamo che una quota di mercato del 70/30 non sia fuori questione".