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Chiavetta USB nella cacca di foca. Si cerca il proprietario

Un gruppo di ricercatori ha trovato una chiavetta USB funzionante in un campione di cacca di foca. Si cerca il proprietario, in cambio di altra cacca.

Balene con interi sacchetti di spazzatura nello stomaco, pesci e altri animali (uomini compresi) che ingurgitano microplastiche. Inutile negarlo, l’inquinamento è un problema enorme e anche quello della nostra cara e amata tecnologia non fa eccezione, specie se parliamo di oggetti di dimensioni contenute. Pensate, hanno trovato una chiavetta USB funzionante nella cacca di una foca leopardo.

Ci sarebbe da vergognarsi come specie per quello che stiamo facendo al pianeta, se non fosse che la storia che vi stiamo per raccontare fa quasi ridere (se non ci fosse da piangere). Nei laboratori del National Institute of Water and Atmospheric Research (NIWA) hanno infatti rinvenuto nella cacca di foca leopardo congelata dal novembre 2017 una chiavetta USB.

Tre settimane fa alcuni volontari hanno iniziato a scongelare il campione affinché dei ricercatori potessero studiarlo, ma ecco la sorpresa. “Quindi, in pratica, dobbiamo setacciarlo: lo metti sotto l’acqua fredda, rimuovi tutta la roba in più, separi le ossa, le piume, le alghe e altre cose”, ha detto in una dichiarazione il volontario Jodie Warren, che non si aspettava di trovare anche una chiavetta USB funzionante.

All’interno della chiavetta ci sono le foto di leoni marini e un video di una persona che va con il kayak, prontamente pubblicato su Twitter. Un bel viaggio insomma.

Il NIWA, oltre a segnalare il caso come l’ennesimo segnale preoccupante del nostro inquinamento, ha deciso di mettersi in caccia del proprietario della chiavetta, chiedendo “un riscatto” (che simpaticoni!), ovvero altra cacca di foca leopardo, materiale di un certo pregio per i ricercatori.

“È molto preoccupante che questi stupendi animali antartici abbiano plastica come questa al loro interno”, ha aggiunto Warren. “Più cose scopriremo su queste creature, più potremo assicurarci di accudirle”. Lo speriamo vivamente, ma se siete l’uomo in kayak fatevi avanti, in Nuova Zelanda vi stanno cercando.