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Chip Intel Gemini Lake, produzione al palo. Quando lo shortage crea problemi

Come noto, Intel ha seri problemi nel coprire la domanda di processori e per questo motivo ha spiegato che sta dando priorità alla produzione di CPU Xeon e modelli Core di fascia alta. Secondo Asus lo “shortage” (carenza) potrebbe durare fino al secondo trimestre inoltrato del prossimo anno, forse fino al terzo, e per questa fine d’anno le indiscrezioni parlano di 2 milioni di CPU in meno sugli scaffali.

Nonostante gli sforzi dell’azienda per incrementare la produzione, i prezzi di alcuni modelli Core sono ancora piuttosto alti (la situazione è migliorata rispetto ad alcune settimane fa), ma nell’estesa gamma di soluzioni Intel ci sono persino situazioni più difficili, di quelle che possono creare seri problemi a chi cerca di vendere computer.

Anandtech illustra la storia di Hardkernel, che all’inizio della settimana ha presentato una board di sviluppo / piattaforma compatta chiamata Odroid-H2, basata su SoC Intel Gemini Lake. Sul PCB trovano posto un SoC quad-core Celeron J4105 e diverse interfacce (DP 1.2, HDMI 2.0, due GbE, due USB 3.0, due USB 2.0, un jack audio da 3,5 mm e una S/PDIF), oltre che slot per montare fino a 32 GB di memoria DDR4-2400 e un SSD M.2.

Il debutto è stato un successo, con la prima ondata di 2000 unità venduta in 24 ore. Il problema è che l’azienda non si aspettava tanta richiesta e così ora si trova a corto di unità e nell’impossibilità di ordinare SoC Gemini Lake, in quanto Intel non riuscirà a fornirle il chip probabilmente prima di febbraio – marzo.

“Abbiamo un problema molto piccolo”, ha spiegato Hardkernel con una nota di ironia, “Abbiamo esaurito tutto il primo lotto di produzione in 24 ore. Siamo dispiaciuti per quanto avvenuto. In effetti, abbiamo preparato prudentemente solo 2.000 pezzi di board H2 perché non potevamo prevedere questa situazione. Abbiamo contattato Intel per avere le tempistiche di consegna del processore Gemini Lake. A causa del serio problema produttivo, ci potranno fornire il SoC Gemini Lake a febbraio o marzo 2019. […] Hanno detto che ci daranno il programma delle consegne a gennaio”.

È chiaro e comprensibile che Intel debba in questo momento soddisfare le aziende più grandi che fanno ordini ingenti, dai vari provider cloud fino agli OEM dei portatili, ma il fatto che non possa soddisfare una richiesta di poco meno di 2000 SoC Gemini Lake in tempi brevi aiuta a comprendere la dimensione della sfida che l’azienda sta affrontando in questo momento e le scelte che si trova a dover fare.

In passato si era vociferato di una Intel pronta a far produrre all’esterno chipset e processori di fascia bassa, probabilmente a TSMC, ma per quanto a parole sembri un’operazione semplice, avviare la produzione di chip complessi con la tecnologia di altre realtà non è proprio un passaggio facile da attuare.

Un’altra cosa che si può capire da questa vicenda è come a Intel siano collegati tantissimi business, più o meno grandi. I produttori di computer di calibro possono affrontare la situazione, contenendo i danni, mentre realtà più piccole come Hardkernel potrebbero vivere momenti più duri, dato che non possiedono le risorse economiche e ingegneristiche per superare questi mesi difficili.