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Chrome renderà più difficile bloccare la navigazione in Incognito

Scoprire chi naviga in Incognito tramite Chrome sui siti web sarà più difficile in futuro.

Le prossime versioni di Chrome, secondo quanto riportato da 9to5Google, porranno fine a una scappatoia usata dai siti web per rilevare e bloccare gli utenti che tentano di accedervi usando la modalità di navigazione in Incognito. Oltre a non archiviare in locale alcuna traccia della vostra storia di navigazione, la modalità Incognito del browser impedisce anche ai siti di tracciarvi usando i cookie.

Il problema è che gran parte del fatturato pubblicitario dei siti web è legato al tracciamento dei dati e alcuni siti, come quello del MIT per esempio, impediscono la lettura degli articoli quando li visitate in Incognito (impedendo così loro di tracciarvi). La maggior parte dei siti lo fa usando l’API “FileSystem”, che è disabilitata mentre si usa la modalità Incognito perché permette la creazione di file permanenti. Alcuni “commit” al codice sorgente di Chromium fanno intuire però che il browser presto ingannerà i siti web, portandoli a credere che l’API FileSystem sia sempre operativa.

Quando in futuro i siti richiederanno di usare l’API con il browser Chrome in Incognito, il browser non restituirà un errore ma creerà un file system virtuale nella RAM. Questo sarà poi cancellato alla chiusura della sessione in Incognito, perciò non verrà creato un registro permanente. Questo “trucco” rappresenta una sorta di palliativo temporaneo, in vista dell’eliminazione dell’API, qualora Google verificasse che non c’è alcun uso legittimo al di fuori che scoprire gli utenti in modalità Incognito.

Il fix dovrebbe arrivare in aprile come funzionalità opt-in in Chrome 74, accessibile da chrome://flags, il menu delle funzioni sperimentali del browser. L’abilitazione di default è attesa per Chrome 76.