Computer Portatili

Chromebook senza Atom ma con Core: l’anima c’è

I Chromebook potrebbero presto installare i processori Core della famiglia Sandy Bridge anziché gli Atom N570 previsti dal progetto originario. Non ci sono conferme ufficiali, ma stando a quanto riportato dal Digitimes Google starebbe considerando questa ipotesi per aumentare la velocità di elaborazione e migliorare la sicurezza dei notebook con il suo sistema operativo.

Fonti vicine ai produttori di notebook confermerebbero, inoltre, che Intel avrebbe accordato il suo benestare a Google per questo cambiamento, favorendo l’azienda di Mountain View con uno sconto del 10-20% sui nuovi processori, per consentire di contenere i costi. 

Samsung Chromebook

I Chromebook di prossima generazione potrebbero quindi avere prezzi superiori ai 500 dollari: non saremmo così distanti dalla quotazione attuale, che è di 499 euro per il modello di Samsung con il 3G (Samsung Serie 5 Chromebook, la qualità si paga).

Il cambiamento di processore potrebbe spingere anche Asus, che finora si era chiamata fuori dal progetto, a sviluppare un prodotto con Chrome OS, che potrebbe essere pronto per il 2012. L’importanza di un processore più veloce è sottolineata da molte parti: nonostante questi prodotti siano basati sul concetto di cloud computing e la maggior parte del lavoro sia svolto dai server remoti, attività come per esempio la riproduzione di video in alta definizione da YouTube con una perfetta fluidità richiede, oltre a una connessione di rete veloce, una grafica locale, che negli Atom è assente.

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Oltre tutto, prestazioni superiori a quelle dei netbook potrebbero giustificare il prezzo più salato dei Chromebook, che allo stato attuale non offrono nulla di più, a parte un costo superiore che non trova giustificazioni plausibili.

Secondo il Digitimes, Google avrebbe già notificato ai partner il percorso di aggiornamento previsto per i Chromebook e starebbe fornendo assistenza marketing per spingere i prodotti con una fascia di prezzo superiore ai 500 dollari.

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Il successo tuttavia non è ancora garantito: gli utenti consumer sembrano ancora molto attaccati ai prodotti Microsoft, e l’idea di non avere nessun dato in locale e di dover per forza ricorrere a una connessione web non è stata accettata con entusiasmo da tutti. Il prezzo salato, poi, non aiuta.