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Velocità delle memorie: una spiegazione

Pagina 3: Velocità delle memorie: una spiegazione
Volete aumentare la quantità di memoria installata nel vostro sistema, ma non sapete quale acquistare? I produttori offrono alcuni strumenti interessanti per aiutarvi in questa avventura. Ecco alcuni suggerimenti su come utilizzarli.

Velocità delle memorie: una spiegazione

La RAM è solitamente valutata in base alla massima velocità raggiungibile in maniera stabile, in primo luogo dai produttore di chip (in cicli di tempo, misurati in nanosecondi) e successivamente dai produttori dei moduli (in base alla frequenza, espressa in Megahertz). A causa della relazione inversa tra cicli di tempo e frequenza, conoscere la velocità di ogni chip è abbastanza semplice. Per esempio, 200 MHz SDRAM è l’equivalente di 5 ns, perché 5 nanosecondi corrispondono a 0.005 microsecondi, e 1 diviso 0.005 è uguale a 200.

La DRAM mantiene memorizzati i dati grazie a una carica elettrica applicata alle sue celle, quindi non si può definire un ciclo di vita massimo. Per esempio, 133 MHz SDRAM potrebbero operare a 133 MHz, 100 MHz, 66 MHz o persino a velocità più basse di 1 MHz, a seconda di quanto rapidamente vi acceda il sistema. Questo permette un’ampia gamma di compatibilità per i moduli ad elevate velocità sui vecchi sistemi; è infatti pratica comune per i produttori riettichettare le RAM più veloci come più lente quando viene cessata la produzione delle RAM meno performanti. (questo spiega la diffusione di molti moduli "PC100” che usano chip da 7 ns)

La tecnologia Double Data Rate (DDR) permette una doppia trasmissione dei dati per ciclo di clock, quindi le SDRAM DDR con un clock di 200 MHz hanno un tasso di trasferimento di 400 MHz e vengono chiamate DDR400. Il nome convenzionale per i moduli è dato dalla loro banda, con la quale ogni modulo fornisce 64 connessioni per 8 byte di dati per trasferimento. Moltiplicare 400 MHz per 8 byte dà come risultato una banda di 3.200 MB/s, da cui deriva il nome PC3200.

Le memorie precedenti erano catalogate a seconda della loro velocità o del trasferimento dati, con le SDRAM PC133 specificate per supportare almeno 133 MHz al 100% della stabilità, e le RDRAM PC800 specificate per operare a 800 MHz. Ben conosciuto ma poco pubblicizzato è il fatto che le RDRAM usano tecnologia DDR, infatti le RDRAM PC800 operano alla frequenza di 400 MHz.

Le RDRAM rappresentano una circostanza unica per l’industria, perché l’elevata velocità non è stata determinata dall’ampiezza del bus, inizialmente di 16 bit e successivamente di 32 bit. Infatti le memorie 16 bit PC800 in modalità dual-channel (32 bit in via parallela) hanno la stessa banda delle più lente DDR400 SDRAM in modalità single channel (64 bit). Per questa ragione i produttori di DRAM hanno scelto di usare i numeri di banda più elevati piuttosto che la velocità per etichettare i loro moduli DDR SDRAM.


Il chip Serial Presence Detect immagazzina i vitali valori di configurazione

Un piccolo chip in ogni modulo, chiamato Serial Presence Detect (SPD), immagazzina le informazioni sulle velocità e sui timing del modulo; questi dati vengono chiamati valori SPD. Il chip è letto dal BIOS della scheda madre all’avvio per assicurare una corretta configurazione dei parametri. La RAM più veloce è sempre compatibile con le basse velocità, ma spesso i limiti dei BIOS delle schede madri non permettono a queste RAM di essere configurate correttamente a causa di valori SPD non riconosciuti.