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Comparativa di 16 CPU, architetture a confronto

Pagina 1: Comparativa di 16 CPU, architetture a confronto

Introduzione

Da quando AMD e Intel hanno iniziato a inserire più core nelle proprie CPU, le prestazioni sono cresciute più rapidamente rispetto a quando regnavano le CPU single core. Un tempo aumentare le frequenze e migliorare le prestazioni per clock era l’unico modo ottenere di più da una nuova generazione di CPU.  Il passaggio ai processori multi-core è stato molto positivo, ma sta richiedendo nuovi sforzi agli sviluppatori, che devono creare software capace di sfruttare al meglio le capacità delle moderne CPU. Un adattamento che procede, ma non in modo particolarmente spedito.

Le tecnologie di produzione più avanzate sono pensate per inserire più core in una CPU, lasciando le frequenze su livelli più bassi rispetto a quelli che si paventavano in passato. Pensate che c’è chi ipotizzava un Pentium 4 a 10 GHz!. Come hanno fatto AMD e Intel a migliorare le prestazioni che ogni core è in grado di garantire a una data frequenza? Le CPU attuali sono più veloci rispetto a un Core 2 di cinque anni fa se confrontate un singolo core alla stessa frequenza? Abbiamo preso 16 CPU differenti di entrambe le aziende e le abbiamo fatte operare tutte a 3 GHz. Questo articolo insomma è un esperimento realizzato mettendo a confronto i core delle CPU degli ultimi 5 anni.

Prerequisiti e processori

Nella preparazione di questo articolo abbiamo dato uno sguardo ai processori disponibili per il test. Volevamo includere le CPU a quattro e sei core più recenti delle due aziende ma abbiamo pensato fosse importante inserire anche un’ampia gamma di prodotti dual-core. Dopotutto molto è cambiato da quando il mondo era dominato dagli Athlon 64 X2 e dai Pentium 4. La nostra selezione include i processori Core di prima e seconda generazione con due, quattro e sei core più i Phenom II, Athlon II e Athlon 64 X2.

È davvero una sfida trovare schede madre per un progetto come questo se volete limitare il numero di core in uso dal BIOS. Abbiamo dovuto provare alcuni potenziali candidati prima di trovarne uno per ogni famiglia di CPU, alcune delle quali sono basate su socket differenti. Poiché non eravamo sicuri che disabilitare i core dal BIOS li spegnesse fisicamente, abbiamo evitato di misurare consumi energetici.

La battaglia dei 3 GHz

Questo confronto non avrebbe molto senso se avessimo fatto lavorare ogni processore alla sua frequenza di clock. Oltre a limitare il numero di core attivi a uno, abbiamo anche bloccato la frequenza di ogni chip a 3 GHz. Abbiamo inoltre spento tutti i meccanismi di risparmio energetico come il Cool’n’Quiet e lo SpeedStep, così come le funzioni Turco Core e Turbo Boost. Il risultato è che possiamo assicurare condizioni di test identiche per ogni CPU. Ci sono solo due eccezioni: i chip Clarkdale e Lynnfield lavorano a 2,93 GHz. Avremmo potuto raggiungere i 3 GHz modificando il base clock e i moltiplicatori, ma questo avrebbe alterato i risultati. Una differenza di 66 MHz è misurabile, vero, ma non dovrebbe avere un peso decisivo sulla prova.

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