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Computer Apple con chip ARM? Per Intel sarebbe un autogoal

Negli ultimi anni si è parlato spesso del possibile passaggio di Apple ai chip ARM anche per i PC desktop e portatili. Secondo Intel però tale eventualità non solo sarebbe remota, ma anche un errore: i suoi chip sono più avanzati e potenti di quelli della concorrenza.

Dieci anni fa Steve Jobs, insieme all'allora amministratore delegato di Intel Paul Otellini, annunciò il passaggio di Apple ai processori x86 del colosso di Santa Clara e l'abbandono dell'architettura PowerPC.

L'accordo era di quelli obbligati e per anni le cose sono andate a gonfie vele: la collaborazione ha portato a prodotti come il MacBook Air, per cui Intel realizzò un processore ad hoc, più piccolo e in grado di adattarsi meglio al sottile portatile della Mela.

Apple Intel CPU wafer

Paul Otellini consegna a Steve Jobs un wafer di CPU Intel

Negli ultimi anni, e più precisamente da quando Apple non ha selezionato Intel ma ARM come partner per i propri dispositivi mobile (iPhone e iPad), sono montate a più riprese le indiscrezioni su una possibile migrazione alle architetture ARM anche per quanto riguarda i computer.

Apple da alcuni anni modifica le architetture ARM e specie nell'ultimo periodo ha dimostrato sempre più capacità sotto questo profilo, confezionando un chip A8 (integrato negli iPhone 6) che è sempre meno una CPU mobile e più un vero e proprio processore complesso. Ciò ha portato molti osservatori a concludere che i tempi sono maturi per l'abbandono di Intel.

L'ultimo in ordine cronologico è Ming-Chi Kuo, analista di KGI Securities, che qualche settimana fa ha stabilito il 2016 come anno propizio per il clamoroso passaggio. Ming-Chi Kuo ritiene che entro due anni i chip ARM modificati da Apple potrebbero avere una potenza simile ai Core i3 di Intel, candidandosi quindi come soluzione ideale per alcuni prodotti della Mela, a partire dai portatili.

L'analista ritiene che il passaggio sarà graduale e inizialmente i consumatori potranno acquistare prodotti Apple con chip ARM o chip Intel. Dopodiché ci sarà la transizione definitiva ad ARM. Al di là dei dubbi sulla gestione di due ecosistemi OS X che ci sovvengono all'istante, l'abbandono delle CPU Intel da parte di Apple potrebbe avere un senso.

Apple MacBook Air 13,3 pollici Apple MacBook Air 13,3 pollici

La casa di Cupertino avrebbe anzitutto maggiore controllo sui propri dispositivi, potendone calibrare adeguatamente prestazioni e consumi, ma soprattutto potrebbe gestirne le tempistiche di arrivo sul mercato. Intel, soprattutto nel passaggio al processo produttivo a 14 nanometri, ha avuto grossi problemi rimandando di molti mesi le nuove piattaforme (Broadwell, nel caso specifico).

Per questo Apple non ha potuto rivedere la propria linea di portatili, limitandosi a leggeri aggiornamenti con il passaggio ai chip Haswell Refresh. Siamo certi che una situazione di questo tipo abbia scombussolato i piani della casa di Cupertino, che certamente aveva intenzioni ben diverse che rimanere appesa i problemi del partner.

Il passaggio ad ARM richiederà la ricompilazione di OS X e del software. Questo potrebbe essere un problema, ma se è stato possibile passare dal PowerPC all'x86, potrebbe essere possibile fare altrettanto nel caso di un salto ai chip ARM, magari con benefici per la compatibilità di software con iPad e iPhone e futuri scenari d'integrazione.

MacBook Air

Intel, dal canto suo, sembra non essere molto preoccupata da queste voci. Almeno a parole. Brian Krzanich, amministratore delegato dell'azienda, ha parlato recentemente di "relazione forte con Apple" e ha sottolineato che l'azienda sceglie il fornitore che può darle maggiori possibilità di innovazione.

"È un'azienda basata sull'innovazione. Il nostro lavoro è continuare a fornire componenti che possano offrirle quell'innovazione, che siano migliori dei nostri concorrenti e assicurarci che vogliano usare i nostri prodotti. Mi sveglio ogni mattina assicurandomi che Apple, Lenovo, Dell o qualsiasi grande cliente possa avere da noi le soluzioni più competitive per prestazioni, prezzo, affidabilità e così via".

Dichiarazioni seguite nelle scorse ore da quelle del direttore finanziario Stacy Smith che, intervistata da Business Insider, ha affermato che Intel è così avanti rispetto alla concorrenza in fatto di processori per PC che Apple non ha scelta se non usare le proprie soluzioni.

"Apple è un grande partner per noi. Come Intel ama portare sul mercato cose molto interessanti… fino a quando offriamo grande tecnologia gli consentiamo di fare grandi prodotti. La nostra leadership sul resto dell'industria sta aumentando. Non siamo in ritardo rispetto al settore, in realtà siamo avanti. Un cliente come Apple farebbe un grande passo indietro dal punto di vista delle prestazioni abbandonando la nostra architettura. Questo è, in sintesi, quello che ci permette di ottenere i favori di un ampio numero di clienti".