CPU

Computer batte uomo a Jeopardy, l’inizio della fine?

Supercomputer batte uomo a Jeopardy. Il supercomputer IBM Watson, nato dopo 4 anni di lavoro, ha vinto il primo round “di pratica” contro i campioni di sempre della trasmissione statunitense Jeopardy, Ken Jennings e Brad Rutter.

In Jeopardy i concorrenti devono indovinare la domanda giusta in risposta a indizi che vengono formulati attraverso battute, indovinelli e molto altro. Proprio la complessità d’interpretare queste sfaccettature, capire le frasi e presentare la domanda corretta  – capacità tipica dell’uomo e non adatta a un computer – è stata la grande sfida di IBM con Watson.

La vittoria di Watson, ottenuta senza aiuti esterni o accesso a Internet ma grazie a oltre 200 milioni di pagine di informazioni al suo interno, porta nuovamente in auge un aspetto sempre più importante per il futuro: l’intelligenza artificiale.

C’è chi, un po’ influenzato dai film di fantascienza, ha accolto la buona riuscita dell’esperimento di IBM come l’inizio della fine. Bisogna sottolineare che Watson non sa fare altro che rispondere alle domande del quiz e che, semmai le “macchine” del futuro saranno dotate di una coscienza autonoma, non avverrà nei prossimi decenni. Scenari da Battlestar Galactica sono per ora del tutto irrealistici.

L’esperimento fa capire solamente una cosa, a nostro giudizio, ovvero quanto possano esserci d’aiuto i computer nel far progredire l’umanità. C’è chi vede il pericolo, comunque non trascurabile, che i computer “ragionino” al nostro posto, rendendoci schiavi delle informazioni a portata di click, ma al momento ciò che fanno i supercomputer è quello di macinare e collegare dati, immessi dall’uomo, in tempi brevissimi. L’uomo non lascia la capacità di pensiero ai computer, ma se ne avvantaggia e speriamo che ciò non cambi in un lontano futuro.

Anche David Ferrucci, che ha lavorato su Watson, concorda con il nostro parere. A chi gli ha chiesto se Watson poteva trasformarsi nell’Hal 9000 di 2001 Odissea nello Spazio, Ferrucci ha risposto che “è solo fantascienza” e che “non siamo nemmeno lontanamente vicini a quel punto”. Secondo il ricercatore, il supercomputer è più simile alla soluzione di Star Trek che ad Hal.

IBM Watson tornerà a misurarsi con i due campioni il 14, 15 e 16 febbraio. Il premio finale sarà di 1 milione di dollari, il secondo premio raggiungerà i 300 mila dollari e il terzo i 200 mila. Rutter e Jennings doneranno il 50 percento della vincita in opere di beneficenza, mentre IBM donerà l’intero importo.