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Computer quantistici IBM sempre più potenti, fino a 17 qubit

IBM ha realizzato e reso operativi i due computer quantistici universali più potenti mai realizzati finora. Il primo andrà a costituire un'evoluzione dell'attuale piattaforma Quantum Experience, destinata a compiti di ricerca e business, mentre il secondo è costituito da un prototipo di processore che potrebbe essere adottato in futuro.

quantum

I nuovi sistemi hanno rispettivamente 16 e 17 quantum bit (qubit) di "volume quantistico", una misura delle prestazioni che comprende il numero di qubit, la qualità delle operazioni quantistiche, la connettività qubit e il parallelismo. Secondo l'azienda statunitense il sistema a 17 qubit offre il doppio delle prestazioni rispetto alla macchina a 16 qubit.

In precedenza la piattaforma Quantum Experience arrivava a 5 quantum bit (qubit). L'obiettivo di IBM è arrivare a 50 qubit o più entro pochi anni.

L'azienda statunitense offre i sistemi e i servizi quantistici "IBM Q" tramite la piattaforma IBM Cloud. "Le tecnologie che operano attualmente sui computer tradizionali, quali ad esempio Watson, possono aiutare a estrarre informazioni e modelli nascosti in grandi quantità di dati esistenti, mentre i computer quantistici offrono soluzioni a problemi complessi per i quali non è possibile individuare dei modelli, perché i dati non esistono e le possibilità da esplorare per arrivare alla risposta sono di gran lunga superiori a quelle elaborabili dai classici computer", spiega IBM.

"IBM Quantum Experience permette a chiunque di connettersi al processore quantistico IBM attraverso il Cloud IBM per eseguire algoritmi ed esperimenti, lavorare con singoli bit quantistici ed esplorare tutorial e simulazioni di tutto ciò che potrebbe essere possibile fare con il quantum computing".

Finora la piattaforma Quantum Experience con 5 qubit, disponibile al pubblico dalla scorsa estate, ha svolto più di 300.000 esperimenti. Il processore con 16 qubit permetterà calcoli persino più complessi. I programmatori, sviluppatori e ricercatori sono incoraggiati a svolgere i propri esperimenti richiedendo accesso beta tramite il Software Development Kit su GitHub.


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