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CPU con 128 core nel 2020? Impensabile per AMD

Dopo la battaglia dei megahertz, addio anche a quella dei core. Donald Newell, capo per le tecnologie della divisione server di AMD, crede che in futuro la battaglia con Intel verterà su quali chip avranno le capacità di calcolo on-die più utili. “Ci sarà una fine alla guerra sul numero dei core. Non voglio dire una data esatta, ma non mi aspetto di vedere 128 core su un chip server entro la fine di questo decennio”, ha dichiarato Newell, passato ad AMD dopo 16 anni trascorsi in Intel (AMD fa spesa in casa Intel per migliorare nei server).

“Non è irrealistico dal punto di vista della roadmap tecnologica, ma da quello della roadmap produttiva, poiché ci sono vincoli di consumo in cui le persone si aspettano rientrino i server”, ha aggiunto Newell. “Pensavamo di realizzare un chip con frequenza di 10 GHz. Quando abbiamo scoperto che sarebbe stato così caldo da squagliare la terra abbiamo deciso di non realizzarlo”, ha confessato Newell riguardo all’esperienza in Intel.

AMD e Intel si sfideranno sul calcolo eterogeneo, ovvero sui processori con grafica integrata, dotati di core dedicati a specifici compiti. Il concetto di system on chip, tanto caro ai processori per smartphone e tablet, applicato al mondo dei computer. Nel 2011 AMD presenterà le prime APU (Accelerated Processor Unit) e Intel l’architettura Sandy Bridge, due design che si baseranno proprio sul concetto di calcolo eterogeneo.

“Non c’è niente che c’impedisca di inserire funzionalità specifiche nel die in modo da consentire calcoli più efficienti. Dovreste quindi aspettarvi architetture eterogenee nei casi in cui identifichiamo funzioni che sono molto utili ma non sono integrabili necessariamente in un’istruzione che volete aggiungere direttamente nell’architettura x86”.