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Criptovalute e gattini virtuali, arricchirsi è un gioco

Chi legge i nostri articoli del sabato su Blockchain (a proposito, stiamo faticando a trovare un nome per la rubrica e si accettano suggerimenti) spesso e volentieri ci fa domande come "Bene, tutto molto promettente. Ma dove sono le applicazioni nel mondo reale? C'è qualcuno che ha davvero usato qualche DApp?".

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Effettivamente, da che mondo è mondo il successo di una piattaforma dipende dalle killer app che riesce a proporre, e per quanto possa inizialmente sembrare avvilente – in realtà non lo è per nulla, e nelle prossime righe vedremo perché – la vera prima killer app di Ethereum è diventata Cryptokitties, una sorta di Tamagotchi basato su Blockchain. Un tentativo di mettere insieme uno dei topic più popolari ultimamente (la Blockchain), con una delle più sfrenate passioni del web: i gatti. Cryptokitties non è completamente una DApp: le transazioni avvengono su Blockchain, ma parte del codice è rimasto closed source e viene eseguito su un server centrale. In particolare, il server gestisce e determina le caratteristiche dei cuccioli di gatti nati dagli accoppiamenti. Presto vedremo esattamente di cosa si tratta.

Ma esattamente cosa diavolo sono questi criptogattini?

Cryptokitties è un videogame disponibile dal 28 Ottobre 2017. All'inizio sembrava destinato all'oblio, all'anonimato, ma ben presto riesce a smentire qualsiasi scettico: si stima che quasi il 20% della potenza computazionale su Ethereum venga correntemente usata proprio per far funzionare gli smart contracts su cui è basato il gioco, e nel momento in cui si scrive il 7,26% delle transazioni su Ethereum sono passate proprio da Cryptokitties. Potete controllare quanto incidono sul totale in tempo reale da questa pagina. Il risultato è stato un generale intasamento di tutta la rete, specialmente nel corso della prima settimana di dicembre.

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Il funzionamento è davvero semplice e fa leva sulla mania tipicamente umana di "collezionare" oggetti alla ricerca di quelli più rari possibile. Un po' come facevano i Pokémon. A proposito: solo l'autore nota una somiglianza impressionante fra questo gatto e Mew?

Tale gatto, ça va sans dire, è stato venduto pochi giorni fa per la bellezza di 246 Ether, che nel momento in cui si scrive corrispondono a circa 163,000.00 $. Avete letto bene: centosessantatremila dollari per un gattino virtuale.

I Cryptokitties sono gatti digitali collezionabili e allevabili. È il primo gioco al mondo costruito sul network Ethereum. Quando due Cryptokitties di accoppiano, l'aspetto della loro discendenza e i cattirbutes sono determinati dal genoma a 256 bit di ogni genitore e da un elemento di variabilità, che porta a 4 miliardi di possibili variazioni genetiche. 

cryptokitties.com

Ogni 15 minuti viene rilasciato un gatto di generazione 0 come quello che vedete nell'immagine qui sopra. La sua caratteristica è che appunto appare "magicamente", non è figlio di altri gatti. I gatti di generazione 0 costano molto perché ad essi è associato tipicamente un cooldown molto basso. Il cooldown indica quanto tempo deve passare prima che un gatto, dopo essersi accoppiato con un altro cryptogatto, possa farlo di nuovo.

Perché lo scopo del gioco è proprio questo: acquistare gatti digitali dal marketplace o da altri utenti. I gatti devono essere di generazione quanto più bassa possibile e con le migliori caratteristiche (chiamate anche "cattributes"). Bisognerà farli accoppiare con altri gatti che si possiedono o di proprietà di altri utenti, ed infine rivendere i cuccioli così ottenuti. Le azioni di gioco sono tipicamente due: vendi il gatto o fallo accoppiare.

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I cattributes definiscono il colore del gatto e le sue caratteristiche fisiche, ma definiscono anche altre caratteristiche latenti che definiranno il modo con cui si svilupperà la prole. Pare che i gatti di generazione minore abbiano maggiori probabilità di trasmettere geni molto rari "invisibili" inizialmente, ma che si manifestano con le generazioni successive.

Ma qual è l'utilità di tutto ciò? Effettivamente, nessuna. Stiamo parlando di un gioco fine a sé stesso dove gli utenti fanno a gara fra loro ad acquistare i gatti più rari, ma non è forse così che le tecnologie iniziano a prendere piede?

Pensiamoci: le app su smartphone hanno iniziato a proliferare proprio con l'esplosione di giochi come Angry Birds o Fruit Ninja. Questi erano il miglior modo per accorgersi delle potenzialità degli smartphone, ed hanno dato un grosso incentivo alla community di sviluppatori a migliorare l'ecosistema e produrre nuove app.

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Oggi cryptokitties sta iniziando ad essere giocato ormai al solo scopo di trarne un profitto, alcuni giocatori affermano di avere incrementato i loro averi in Ether del 200% in meno di un mese. Ma in fondo, che male c'è? Se assistere alla diffusione di uno stupido giochino può servire a far conoscere le potenzialità delle DLT (Distributed Ledger Technologies) alle masse e ad incentivare gli sviluppatori di Ethereum a rendere la Blockchain davvero sempre più scalabile fino a che il sistema non diventi realmente il super-computer globale e decentralizzato che ambisce ad essere, l'opinione dell'autore si riassume in: "E perché no?". Senza contare che questo nuovo applicativo potrà certamente incentivare sviluppatori indipendenti a proporre nuove DApp in futuro.

E voi? Cosa pensate di questo fenomeno? Come al solito fateci sapere la vostra nei commenti!