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Criptovalute e settore hardware, l’incertezza regna sovrana

I videogiocatori non sono certo contenti del fenomeno legato al mining di criptovalute, che sta drenando dal mercato dell'hardware le schede video gaming, facendo impennare i prezzi dei modelli disponibili a livelli spesso esagerati. Più contenti sono probabilmente Nvidia, AMD e i loro partner, che stanno vendendo GPU in grande numero e con margini elevati.

Ancora più felice è forse chi si occupa di produrre tali chip, come la taiwanese TSMC, che vede nel mining una nuova grande opportunità di incasso. Oltre alla maggiore produzione di GPU, TSMC sta raccogliendo moltissimi di ordini per la realizzazione di ASIC dedicati al mining dalla cinese Bitmain Technologies.

Secondo molti osservatori, il mining rappresenterà un ulteriore vettore di crescita per TSMC, con Bitmain pronta a portare sul mercato ASIC più adatti a minare Ethereum e Litecoin (oggi è più concentrata su Bitcoin) probabilmente già in aprile. E questo potrebbe rappresentare sia una croce che una delizia per il mondo delle GPU.

Da una parte si teme che Bitmain possa accentrare gran parte della capacità produttiva di TSMC, portando a un'ulteriore carenza di schede video AMD e Nvidia. Dall'altra la speranza è che gli ASIC catalizzino maggiormente l'attenzione dei miner, permettendo quindi alle schede video per il gaming di scendere di prezzo e finire nei PC degli appassionati, come naturale che sia. Se così fosse però AMD e Nvidia si troverebbero probabilmente a dover far fronte a minori incassi.

Bitmain, il più grande fornitore di ASIC per il mining con una quota mondiale di oltre il 70%, potrebbe quindi fare da ago della bilancia di una situazione che, dal punto di vista degli appassionati, sembra insostenibile.

Secondo gli analisti di Bernstein, Bitmain nel 2017 avrebbe raggiunto un utile operativo tra 3 e 4 miliardi, forse più di quanto raggiunto da Nvidia. "Bitmain però ha raggiunto questo risultato in circa quattro anni mentre a Nvidia ne sono serviti 24", sottolineano gli analisti.

Insomma, l'azienda cinese fondata nel 2013 Jihan Wu e Micree Zhan, sta rapidamente diventando una potenza mondiale, affamata di chip e in grado di influenzare di riflesso il mercato dell'hardware. Staremo a vedere cosa accadrà nei prossimi mesi, ma sicuramente ne torneremo a parlare.

"Nel 2018 Bitmain probabilmente guiderà l'industria degli ASIC per criptovalute e migrerà alcuni sui chip verso i processi a 10 e 7 nanometri. Ciò la renderà uno dei primi cinque clienti di TSMC per il 2018 per i 7 nanometri, con una domanda comparabile a Qualcomm, HiSilicon o AMD".