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Crollano i prezzi delle memorie DRAM, le NAND rimangono stabili

Secondo i report pubblicati da DREAMeXchange i prezzi delle memorie DRAM nei primi due trimestri del 2019 sono crollati mentre i prezzi delle NAND sono rimasti invariati.

Sembra che le interruzioni di corrente siano l’unica cosa in grado di fermare il declino del mercato delle memorie flash. In due report pubblicati la scorsa settimana, il sito DRAMeXchange ha confermato che i prezzi della DRAM relativi al secondo trimestre 2019 sono scesi del 9,1% a causa del continuo aumento dell’offerta rispetto alla domanda.

Per quanto riguarda le memorie NAND, i prezzi sono rimasti pressochè invariati per effetto dell’interruzione di corrente verificatasi a Giugno presso l’impianto di produzione Toshiba, che ha provocato una riduzione dell’offerta tale da evitare variazione tra i due trimestri analizzati.

Chi ha avuto la fortuna di acquistare una memoria DRAM per il proprio PC  in questo periodo ha potuto verificare in modo diretto gli effetti del crollo dei prezzi.

Fatta eccezione per una battuta d’arresto verificatasi dopo il blocco delle esportazioni dal Giappone alla Corea Del Sud non ci sono stati interventi tali da compensare i problemi di eccesso d’offerta subiti dal mercato nei trimestri precedenti; i problemi derivati dalle restrizioni imposte dal Giappone sono risultati ininfluenti rispetto alla marcata caduta di domanda sul mercato globale.

Tali fattori hanno contribuito a un calo del prezzo delle materie prime e delle DRAM per i mercati server e consumer di circa 30 punti percentuali. L’unica eccezione, secondo quanto riportato da DRAMeXchange, si è verificata nel settore delle mobile DRAM, le quali hanno subito un calo minore compreso tra il 10 e il 20%.

Il settore più colpito è risultato essere proprio quello dei server, con un calo vicino al 35% avvenuto tra il primo e il secondo trimestre. Tali riduzioni hanno portato ad un deficit globale delle entrate della DRAM del 9,1%, nonché a margini di profitto inferiori per Samsung, SK Hynix e Micron. Le società hanno dichiarato di aspettarsi un ulteriore calo dei prezzi nel terzo trimestre del 2019.

Non si prevede che la domanda aumenti abbastanza da consentire ai fornitori di gestire gli inventari DRAM esistenti, il che significa che molto probabilmente i prezzi scenderanno ulteriormente nel prossimo trimestre. A meno che la domanda dei consumatori non aumenti in tutti i mercati, da quello degli smartphone a quello dei PC/server, sarà difficile che il declino dei prezzi si interrompa.

Diverso il discorso per le memorie NAND, che secondo DRAMeXchange hanno subito un aumento dei consumi nel secondo trimestre: “la domanda finale nei mercati di smartphone, notebook e server si è ripresa rispetto al tradizionale fuori stagione 1Q19”. Se a questo si aggiunge l’incidente verificatosi nell’impianto di produzione Toshiba al quale l’azienda, secondo quanto ha dichiarato, non ha saputo rispondere prontamente, si può ottenere un quadro positivo che vede i prezzi delle memorie NAND invariati nel secondo trimestre.

Detto ciò, va comunque considerato il calo dei prezzi degli SSD man mano che le tecnologie low-cost come la 3D NAND si diffondono sul mercato. A quanto pare però non è tutto rose e fiori per i fornitori: secondo quanto affermato nel report, i ritardi nella produzione causati dal blackout avrebbero potuto portare a un aumento dei prezzi, che però non si è verificato a causa delle ingenti scorte di memoria NAND presenti nei magazzini delle aziende produttrici.