CPU

Crollo nella vendita di chip, il quarto calo più grande negli ultimi 35 anni

Secondo il report della World Semiconductor Trade Statistics (WSTS), organizzazione che raccoglie i dati di vendita dei produttori di chip, le vendite di chip sono calate del 15,5% tra il Q4 2018 e il Q1 2019, facendo registrare uno dei più grande cali negli ultimi 35 anni. Le vendite sono diminuite su base annua del 13%.

WSTS ha sottolineato che le vendite nel primo trimestre ammontano a 96,8 miliardi di dollari, in calo rispetto ai 114,7 miliardi del trimestre precedente. L’anno passato il dato aveva raggiunto 111,1 miliardi.

Il fatturato medio mensile del trimestre si è fermato a 32,3 miliardi, in calo dell’1,8% rispetto a febbraio e del 13% rispetto allo stesso mese dell’anno precedente.

“Le vendite di marzo su base annua sono calate su tutti i maggiori mercati regionali ed in tutte le categorie di prodotti semiconduttori, in accordo con il trend ciclico che il mercato globale ha sperimentato negli ultimi tempi”, ha affermato John Neuffer, presidente e CEO della Semiconductor Indistry Association (SIA).

IC Insights, società che si occupa di ricerche di mercato, ha affermato che il calo reale del fatturato nel primo trimestre è stato del 17,1%, definendolo il più grande crollo dal 2001 ed il quarto dal 1984. Ogni volta che si sono verificati congiunzioni simili, il mercato dei chip ha perso almeno il 9% nell’anno, sempre secondo IC Insights.

Gli analisti hanno anche fatto notare che il primo trimestre dell’anno è solitamente il più fiacco, con un calo medio sequenziale del 2,1% negli ultimi 36 anni. Quest’anno il calo è stato tuttavia decisamente più drastico rispetto alla media consolidata, tanto che ci si aspetta un calo a due cifre.

Intel, uno dei principali responsabili del rallentamento nelle vendite di PC degli ultimi 2 trimestri, ha addirittura dichiarato che la carenza di CPU dovrebbe protrarsi fino al terzo trimestre di quest’anno.

Cina ed Europa hanno invece registrato un aumento delle vendite nel mese di marzo rispetto al precedente, ma complessivamente anche l’Europa ha ravvisato un calo del 6,8% su base annua, mentre tutte le altre regioni hanno superato il -9%.

Neuffer ha esortato recentemente gli enti statunitensi ad adottare politiche che stimolino la crescita delle vendite nel mercato dei chip, come aumentare gli investimenti nella ricerca scientifica, attrarre e mantenere una forza lavoro tecnologica di alto livello, assicurare mercati aperti ed applicare una forte protezione sulla proprietà intellettuale.