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Dalla Russia con amore, ecco la CPU Elbrus 8SV

Ogni superpotenza mondiale ha interesse nel costruire le proprie CPU in casa. Lo scopo di ciò è principalmente non dipendere dalle aziende USA che le producono, ma anche garantire che non ci siano backdoor supplementari e, qualora servissero, aggiungerle di proprio pugno. Come abbiamo visto con la Cina, i progetti di chip personalizzati, le joint venture per derivazioni x86 o Arm sono ormai all’ordine del giorno. Anche la Russia segue questa tendenza, con un progetto chiamato Elbrus, che ha architettura VLIW e sembra avere le sue radici in SPARC.

Da anni la Russia costruisce processori chiamati Elbrus, e chi ne è all’esterno si è sempre interrogato su cosa si celi al di sotto dell’IHS. Questi chip sono destinati all’uso in server personalizzati e PC da ufficio, spesso sotto le direttive e le specifiche del governo russo. Già qualche anno fa, grazie a documentazione legata agli eventi sui supercomputer, qualche dettaglio è stato svelato. Più di recente però, come riportato da Anandtech, è comparsa online una nuova guida di programmazione, riguardante gli ultimi processori Elbrus-8SV.

L’ultima CPU Elbrus-8SV, come descritto nella guida sopracitata, è basata sul processo produttivo a 28 nm di TSMC, ha un design da 333 mm2, e dispone di 8 core funzionanti a 1,5 GHz. I documenti attestano il throughput di picco a 576 GFLOP a singola precisione, ed offre quattro canali RAM DDR4-2400 che segnano 68,3 GB/s. Le cache sono così suddivise: L1-D da 64 kB, L1-I da 128 kB e una cache L2 da 512 kB, tutte private. La cache L3 invece è di 2 MB condivisa tra i core, per un totale di 16 MB. È possibile anche sfruttare combinazioni server multiprocessore a 4 vie, anche se non si hanno dati sulla larghezza di banda o sul protocollo utilizzato.

Il progetto è focalizzato sul compilatore, come anche altri chip complessi, in quanto la maggior parte delle ottimizzazioni avvengono a livello del compilatore. Una scelta che, guardando indietro nel tempo, non è sinonimo di un prodotto di successo. Secondo i documenti del 2015, un obiettivo costante del progetto Elbrus è la traduzione binaria x86 e x86-64 con un overhead solo del 20%. Questo consente il pieno supporto per il codice x86 e i sistemi operativi x86.

Il core ha sei porte di esecuzione, con molte porte multi-capacità. Ad esempio, quattro porte possono essere usate come porte di caricamento, mentre le rimanenti come porte di archiviazione; tutte possono eseguire operazioni su numeri interi e la maggior parte può eseguire operazioni in virgola mobile. Quattro porte possono eseguire operazioni di confronto e quelle quattro porte possono anche eseguire calcoli vettoriali.

Ci si chiede quanto probabile sia un successo su larga scala di questi processori il cui sviluppo è finanziato dallo Stato. Sebbene il finanziamento statale possa sulla carta garantire le condizioni migliori, gli sviluppatori devono necessariamente attenersi a quanto viene richiesto. Anche nel caso in cui si arrivi ad una CPU dalle prestazioni eccezionali, prevarranno sempre gli standard di sicurezza e segretezza imposti dalle specifiche statali. Oltre a ciò, il governo degli Stati Uniti tende costantemente ad ostacolare gli ordini a compagnie come TSMC e ASML. Questi limiti potrebbero essere valicati in funzione del valore dei prodotti, o dell’eventuale ombra di una minaccia.

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