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Duke Nukem Forever, analisi delle prestazioni

Pagina 1: Duke Nukem Forever, analisi delle prestazioni
Recensione - Test di Duke Nukem Forever con dieci diverse schede grafiche Radeon e GeForce.

Il ritorno del Duca

Ogni tanto viene pubblicato un gioco che porta un po’ di aria fresca nel mercato: tra questi solo pochi spiccano realmente rispetto agli altri. Per esempio, Far Cry ha dimostrato cosa può fare un gioco con un ambiente aperto e una grafica mozzafiato, il primo Half Life ha creato un punto di riferimento nella narrazione e Doom ha offerto nuove esperienze FPS.

Cosa fece Duke Nukem 3D? Permise di urinare nei bagni, dare soldi a ballerine in topless e molte altre ininfluenti sia per il gameplay che per la storia, ma molto divertenti.

Queste cose difficilmente sono segno di qualità nel 2011. Ma per non aspettarsi troppo è necessario pensare che questo era sbalorditivo nel 1996. Se Doom ha stabilito gli standard, le imitazioni del Duca sono ovunque: correre, sparare, usare un interruttore, sbloccare un’area e ripetere il tutto. Ma Duke Nukem 3D offrì anche qualcosa di completamente nuovo, dando per la prima volta la possibilità di interagire completamente con l’ambiente circostante.

Il titolo permetteva di usare cabine telefoniche, giocare a biliardo, guardare uno spettacolo e giocare a giochi arcade. La prima volta che provammo Duke Nukem 3D fu magico: superava i confini dell’interattività com’era vista allora, ogni area prometteva nuove scoperte, mostrando un potenziale mai considerato prima. Sotto questa luce vedere il Duca dare soldi a una ballerina fu molto più d’impatto e divertente di quanto ci si possa immaginare oggi, dopo 15 di giochi FPS pieni di creatività. Nonostante sia passato del tempo, i ricordi delle incursioni nel regno 3D del Duca sono ancora vivi.

Dal 1996 sono successe molte cose al genere FPS, ma l’interattività con i mondi di gioco non è molto migliorata. Oggi si possono distruggere o usare molti oggetti, aprire armadietti per recuperare materiale utile e accendere qualche radio presente nel gioco; oggi come allora, l’impatto sulla trama è minimo però.

Queste cose possono aver senso dal punto di vista finanziario, anche se aggiungere easter egg durante lo sviluppo comporta costi. Ad esempio la gente non gioca a Call of Duty per vedere se si può mangiare una banana appoggiata a un tavolo, quindi difficilmente i produttori sono disposti a investire in dettagli se poi questi non stimolano le vendite.

Duke Nukem Forever è stato in fase di sviluppo per più di 14 anni. Sicuramente i vari programmatori hanno passato questo tempo per creare il videogioco più profondo e incredibilmente interattivo mai visto. Questi anni sono stati utili per fare brainstorming, far nascere idee e creare un’esperienza in prima persona capace di rappresentare uno sparatutto comico ad alta interattività che cambi la concezione di videogioco. Giusto?

No, non è così. Duke Dukem Forever non è tutto questo. La maggior parte delle interazioni sono state copiate dal gioco originale e migliorate con la grafica moderna. È ancora possibile fare tutto ciò che si faceva prima, come giocare a biliardo, anche se ora si può giocare anche a pinball e basket. Questi elementi però non portano l’interattività a nuovi livelli; pensiamo che gli sviluppatori abbiano perso la possibilità di stabilire nuovi standard.

Riteniamo che la magia del primo capitolo avrebbe potuto essere presente anche in quello nuovo, se questo fosse stato all’altezza delle aspettative nel 2011.

Gli sviluppatori hanno preferito aggiungere ironia da appassionati di PC: sono presenti riferimenti a idee presenti sul Web e ad altre serie di videogiochi di successo che sono alla base dell’umorismo di Duke Nukem Forever. Sarebbe stato divertente se il gioco fosse stato curato come ci si aspetterebbe dopo 14 anni di sviluppo.

Tralasciando queste critiche, quanto è divertente il gioco? I nemici sono privi di intelligenza e sembrano obbligati a camminare seguendo percorsi pre-programmati, o semplicemente inseguono il giocatore. Solo i boss presentano comportamenti personalizzati, a differenza tutti gli altri nemici.

Una difficoltà aggiunta riguarda la resistenza dei nemici: quasi tutti gli avversari richiedono più colpi per essere abbattuti, ma è possibile affrontare il gioco correndo e sparando senza impegnarsi troppo. Il gioco si può quindi definire “di vecchia scuola” oppure “troppo rigido”, e certamente non soddisfa.

Un aspetto aggiornato del gioco è la gestione della vita del Duca, basata sul “Ego Meter”.
Questo sistema è simile a quello di molti giochi moderni, e sostanzialmente prevede che l’energia si ricarichi automaticamente durante il gioco, quando non si sta combattendo. Il livello massimo della salute si può inoltre aumentare giocando con alcuni oggetti presenti nel mondo di gioco, un buon modo per incoraggiare a cercare nuove interazioni. L’Ego Meter si ricarica istantaneamente al massimo se si esegue un colpo basso sui nemici.

Duke Nukem Forever offre qualche risata, ma il concept su cui è basato è datato. Lo si può giocare per saziare la propria nostalgia e per fare qualche scherzo spiritoso. Senza queste due qualità, probabilmente non si andrebbe oltre il primo livello.

Critiche e complimenti a parte, vediamo come se la cava dal punto di vista delle prestazioni.