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Memorie

È buon periodo per acquistare memorie, ma non per produrle

I produttori di memoria NAND e DRAM stanno tutti correndo ai ripari: la sovraproduzione ha portato al crollo dei prezzi e quindi dei profitti. È quindi un buon periodo per fare affari.

Dopo anni floridi per i produttori di memorie, sia DRAM che NAND, in cui la domanda è letteralmente esplosa generando un notevole aumento dei listini e grandissimi introiti, sembra proprio che la pacchia sia finita. Almeno per ora.

Chi conosce un po’ la storia delle memorie, sa che l’alternarsi di crescita e riduzione della domanda (e relativi prezzi) è un ciclo che si ripete, tanto che negli ultimi 18 anni gran parte dei produttori di memoria DRAM è uscita dal mercato. L’intero mercato è nelle mani di tre grandi produttori: Micron, SK Hynix e Samsung. A questi, sul fronte delle NAND, si aggiungono Intel e Toshiba (WD/Sandisk).

I produttori sono ormai sempre più pronti a intraprendere delle manovre per limitare la caduta dei profitti. Sembra infatti che la flessione del mercato sia nettamente maggiore rispetto alle previsioni: la domanda da parte del settore server è fortemente calata, i cicli di sostituzione degli smartphone si sono allungati, ed anche altri settori in cui le memorie sono impiegate hanno deluso le aspettative.

Si è arrivati quindi ad una sovrapproduzione, agevolata anche dalla transizione a chip con 64 e 96 layer che ha permesso, in termini di bit, di aumentare in modo considerevole le forniture di memoria NAND, causando quindi una brusca frenata alle vendite e una saturazione del mercato, la cui domanda ormai non riesce a coprire l’offerta. Questo ha avuto come naturale conseguenza un crollo dei prezzi, che ha raggiunto in alcuni settori anche il 20%, secondo TrendForce.

Le misure comprenderanno un taglio delle linee di produzione più vecchie ed una riduzione della produzione di quelle nuove, e non è da escludere che anche Samsung decida di intraprendere una strada simile, per arginare l’impatto che questo crollo sta avendo sui bilanci. Già a marzo infatti, Micron, aveva annunciato che stava gestendo con molta attenzione l’aumento della capacità di produzione proprio per contrastare, almeno parzialmente, l’eccesso di fornitura.

L’azienda non ha annunciato un taglio della fornitura in termini di bit, ma ridurrà la produzione del 5% tagliando le memorie che usano processi di produzione meno recenti e quindi più costosi.

SK Hynix invece ha annunciato questa settimana che la produzione di memorie 3D NAND a 36 e 48 layer è stata interrotta, in quanto il costo per bit si è rivelato troppo alto rispetto alle tecnologie più recenti. Nei prossimi mesi la società intende aumentare la produzione di memorie a 72 layer e, nella seconda metà dell’anno, distribuire memorie a 96 layer per SSD e settore mobile.

L’azienda ha annunciato inoltre che rallenterà la costruzione del nuovo stabilimento M15 di Cheongju in Corea del Sud, prevedendo in totale una diminuzione della produzione superiore al 10% rispetto a quanto fatto nel 2018. Anche SK Hynix, come Micron, non ha annunciato un taglio della produzione in termini di bit, quindi la quantità di memoria sarà addirittura superiore a quella prodotta nel 2018.

Intel, dal canto suo, è concentrata nel segmento enterprise del mercato, e ha annunciato un taglio alla produzione entro l’anno, senza specificare però le misure che saranno adottate. Il CEO Bob Swan ha dichiarato che l’azienda aveva preventivato un calo del prezzo medio di acquisto per la divisione NSG (Nonvolatile Solution Group, si occupa di Optane e NAND) tra il 20% ed il 30%, ma in realtà questo si è rivelato essere molto vicino al 40%, causando una perdita di 1 punto sul margine lordo nel primo trimestre.

Infine c’è Samsung, che ha già avvertito gli investitori che rispetto allo stesso trimestre dell’anno precedente, gli utili sarebbero in calo addirittura del 60%. Gli analisti hanno attribuito tale crollo a diversi fattori, tra cui in primis la riduzione dei prezzi di DRAM e NAND. È presumibile quindi che anche Samsung intervenga molto presto sul modello di business legato alla memoria NAND.

Il consiglio è quindi di tenere d’occhio i prezzi perché il 2019 potrebbe rivelarsi l’anno più interessante di questi ultimi per l’acquisto di prodotti basati su memorie NAND e DRAM.