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Ecco Shakti, il primo microprocessore indiano

Per cercare di contrastare l’egemonia tecnologica dei produttori statunitensi, l’Europa così come la Cina e l’India stanno mostrando interesse nel volersi progettare direttamente i microprocessori. Proprio dall’India è giunge la notizia che l’IIT (istituto indiano di tecnologia) Madras ha rilasciato l’SDK per il suo processore open-source Shakti. All’IIT Madras hanno cominciato a lavorare su Shakti nel […]

Per cercare di contrastare l’egemonia tecnologica dei produttori statunitensi, l’Europa così come la Cina e l’India stanno mostrando interesse nel volersi progettare direttamente i microprocessori. Proprio dall’India è giunge la notizia che l’IIT (istituto indiano di tecnologia) Madras ha rilasciato l’SDK per il suo processore open-source Shakti.

All’IIT Madras hanno cominciato a lavorare su Shakti nel 2016 grazie ai finanziamenti del Ministero dell’Industria e dell’Informatica indiano: si tratta di un processore basato sul set di istruzioni open-source RISC-V, e il piano prevede il rilascio di una famiglia di ben sei classi di processori, ognuna dedicata a un mercato diverso che andremo a vedere nello specifico.

Circuito stampato della board di Shakti.

Il gruppo ha promesso che i processori di riferimento saranno competitivi rispetto alle offerte commerciali in termini di area, prestazioni e consumo energetico e soprattutto che presto sarà disponibile una scheda di sviluppo. La pubblicazione dell’SDK di Shakti consente agli sviluppatori di portarsi avanti nello sviluppo delle applicazioni per questi processori in attesa che vengano effettivamente commercializzati.

Classe E

La classe E è caratterizzata da processori in order con pipeline a 3 stadi destinati a dispositivi embedded come soluzioni IoT (Internet of Things), piattaforme robotiche, controlli per motori eccetera.

Classe C

Si tratta di microcontrollori in order a 32 bit a 5 stadi con velocità di clock di 0,2-1 GHz. Sono destinati a carichi di lavoro di fascia media e con un profilo di alimentazione molto basso, e figurano il supporto per la protezione della memoria opzionale.

Classe I

I processori out-of-order 64-bit della classe I supportano velocità di clock di 1,5-2,5 GHz e il multi-threading. Sono indirizzati alle applicazioni mobili, di archiviazione e di rete.

Classe M

La sigla M sta per multi-core, i processori di questa classe supportano fino a otto core, che possono anche essere core di classe I e C.

Classe S

La classe S dei processori Shakti è destinata ai carichi di lavoro di tipo workstation e server. Non sono altro che una versione migliorata dei processori di classe I che offrono il supporto al multi-threading.

Classe H

Sono processori per i carichi di lavoro di calcolo e analisi ad alte prestazioni. Le loro caratteristiche primarie includono alte prestazioni single-thread, cache L4 opzionale, oltre al supporto per l’interconnessione Gen-Z e memoria di classe storage.

Design sperimentali

In realtà le sei classi potrebbero presto diventare otto, infatti il gruppo RISE sta lavorando a due nuove classi sperimentali. La prima è la classe T, che dovrebbe supportare la sicurezza a livello di oggetto e i tag coarse grain per le funzionalità del tipo micro-VM per mitigare gli attacchi software come il buffer-overflow.

La seconda è la classe F, che si può considerare un upgrade della classe T con supporto ulteriore per blocchi di calcolo ridondanti, memoria ECC e funzionalità per rilevare guasti permanenti.