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Estinzione per il Doc? Ecco i formati aperti

Open Document Format – ODF – è stato approvato dai membri dell’ISO. Prima che il testo dello standard venga formalizzato e pubblicato sono necessari alcuni passi formali, per cui l’annuncio ufficiale avverrà nel mese di settembre.

Secondo Wikipedia “Il formato OpenDocument nasce per fornire una alternativa "aperta" a formati proprietari tra cui i famosi formati DOC, XLS e PPT usati da Microsoft Office, così come il formato Microsoft Office Open XML (il quale possiede varie restrizioni di licenze che impediscono alla concorrenza di usarlo). Organizzazioni ed individui che memorizzano i loro dati in un formato aperto come OpenDocument evitano di essere vincolati ad un singolo produttore software, lasciandolo liberi di cambiare software se il produttore del loro attuale software dovesse uscire dal mercato, alzare i prezzi, cambiare il software o cambiare i propri termini di licenza per qualcosa di meno favorevole”

http://www.tomshw.it/articles/20060504/Sun_Logo.jpg

Entro breve quindi gli sviluppatori software di tutto il mondo potranno usare il formato ODF per le proprie applicazioni, in maniera completamente gratuita. Il formato è già in uso nella suite OpenOffice.org dalla versione 2.0, può gestire documenti di testo, fogli di calcolo, presentazioni e si distingue per leggerezza e versatilità. Nonostante l’assonanza, ODF non ha nulla a che fare con PDF; il primo è un formato di produttività, tramite il quale si possono distribuire documenti modificabili, mentre il secondo è uno standard proprietario di Adobe usato principalmente per distribuire documenti a uso stampa non modificabili.

I primi a gioire di questa novità sono stati sicuramente i membri della ODF Alliance, un’associazione creata a marzo di quest’anno a supporto dello standard aperto di OpenOffice.org . Tra gli associati spiccano Sun, Novell e IBM e alcuni sviluppatori di distribuzioni Linux quali Mandriva e Red Hat.
Sun in particolare è da sempre in prima linea quando c’è da avversare Microsoft. Nell’estate del 1999 fece notizia acquistando StarOffice, l’antenato di OpenOffice; la mossa successiva, che in molti si aspettavano, fu quella di sponsorizzare un progetto di sviluppo di una suite di applicazioni per ufficio, sviluppata con la modalità del codice aperto e distribuita gratuitamente con la licenza LGPL.
Sun è tuttora il principale contributore di codice del progetto OpenOffice.org, ciò significa- leggendo tra le righe – che paga degli sviluppatori allo scopo di incentivare la presenza sul mercato di un’alternativa a Office gratuita – OpenOffice.org – e una a costi risibili: StarOffice.

Big Blue dal canto suo evangelizza da anni la necessità di adottare gli standard aperti per fare in modo che aziende e privati possano comunicare nella maniera più efficiente possibile.
Come ribadito del resto dallo stesso Presidente di IBM Italia in una recente dichiarazione: Il Presidente di IBM Italia ci parla di “on demand”

Non a caso IBM che Sun fanno anche parte di OASIS, “un consorzio globale non profit che spinge verso lo sviluppo, la convergenza e l’adozione di standard e-business”.

http://www.tomshw.it/articles/20060504/office.jpg

Microsoft, che dovrebbe lanciare Office 12 nei primi mesi del 2007,  avrà una concorrenza più agguerrita che mai. La nuova suite della società di Redmond salverà a sua volta i documenti in un formato XML compresso, che sarà disponibile agli sviluppatori senza obbligo di pagamento di royalty. Ancora non è dato sapere però se Office Open XML sarà uno standard aperto. A questo punto la scelta di Microsoft sembrerebbe obbligata, ma la compagnia fondata da Bill Gates non è nuova a sorprese.
Dal punto di vista del consumatore finale la concorrenza non può che essere un fattore positivo e chissà mai che il leader di settore Microsoft non deciderà per una politica di pricing più aggressiva.