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FabLab al liceo, niente più chiacchiere ma innovazione sul serio

Un FabLab per l'innovazione al liceo, e corsi dedicati al diritto nell'epoca digitale. Senti di una cosa del genere e ti aspetti che prima arrivino la Finlandia, l'Olanda, il Giappone, tutt'al più la Corea del Sud. E invece succede in Puglia, al Liceo delle Scienze Applicate dell'IISS Majorana di Brindisi. Una scuola diretta da Salvatore Giuliano, di cui abbiamo già parlato in passato (vedi anche Scuola digitale, non basta un tablet per insegnare e La scuola di Brindisi vince perché non teme la tecnologia).

Al Majorana dall'anno prossimo le prime avranno 29 ore settimanali invece delle attuali 27. Due ore in più quindi: una dedicata a "Diritto e Cittadinanza", con particolare attenzione a temi quali l'identità digitale e la privacy, mentre nell'altra gli alunni potranno avvicinarsi a temi moderni come Open Data, Stampa 3D, Droni e altro. Il preside Salvatore Giuliano parla di "FabLab" per gli alunni, e ci ha presentato il progetto con molto coinvolgimento.

Salvatore Giuliano Facebook fablab

Nell'ora di Diritto "metteremo anche aspetti dell'informatica giuridica quali la privacy o la gestione dell'identità digitale in Rete. Per esempio (vedremo) cosa accade quando mi registro su Facebook e tutto quello che implica. Quindi un utilizzo consapevole dei social network. Questo è il tipo di contenuti che andremo a mettere in quella disciplina".

"L'altra disciplina", continua Salvatore Giuliano, "riguarda la didattica laboratoriale". L'idea è di recuperare le ore di laboratorio eliminate con la riforma di cinque anni fa firmata dall'allora ministro Gelmini, che fu dettata dall'esigenza di risparmiare su ogni fronte.

Cosa si farà dentro al FabLab del Majorana? Verranno persone a parlare con gli studenti, come il direttore di Tom's Hardware Pino Bruno o il Digital Champion Riccardo Luna, che spiegheranno cosa significano in concreto concetti di cui a volte si sente parlare in modo astratto.

Salvatore Giuliano

Salvatore Giuliano (Facebook)

Al FabLab del Majorana si tenterà di rendere concrete parole come drone, Arduino, stampa 3D, startup e altro. Per i droni, ad esempio, si parlerà di pilotaggio, di normative, di autorizzazioni per l'uso professionale, e di cosa si può fare con un drone in campi come l'agricoltura o l'edilizia – Giuliano cita per esempio l'individuazione di abusi edilizi. Anzi, c'è anche l'intenzione di trasformare la scuola in un luogo dove ottenere la certificazione professionale come pilota di drone, offrendo quindi formazione anche a privati che non sono studenti del liceo.

Si vuole dire ai ragazzi, in altre parole, che certe cose non sono solo giocattoli costosi o parole buone per i giornali, ma anche occasioni di crearsi una competenza, una professionalità, una fonte di reddito. È una possibile risposta a un problema che conosciamo tutti, quello di alunni che escono dalla scuola "scollati da ciò che è oggi il mercato reale, da ciò che si discute nel mondo. Quando si parla d'identità digitale, di dematerializzare, di informatizzazione della PA … che cosa significano queste cose?", suggerisce Giuliano.

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Se da una parte si tratta di creare professionisti, dall'altra è anche una volontà di "renderli consapevoli come cittadini", afferma Giuliano. Non solo supportare la futura vita professionale; essere consapevoli significa anche poter parlare e collaborare con le istituzioni, diventare un cittadino che aiuta a migliorare tutta la società.

Tutto nell'ottica della condivisione totale: le attività svolte, i materiali, i video e tutto quanto nascerà nel FabLab del Majorana finirà in Rete, a disposizione di chiunque voglia ripetere l'esperienza o trarne giovamento. "Una grande operazione di trasparenza e condivisione, come dovrebbe essere il nostro paese".