Periferiche di Rete

Global Internet Speedup, il Web sarà una scheggia

OpenDNS, Google e VeriSign hanno sviluppato Global Internet Speedup, una nuova tecnologia che aspira a migliorare la velocità di circolazione dei dati su Internet sfruttando le informazioni geografiche associate agli indirizzi IP. In questo modo i computer potranno recuperare dati dai server più vicini e quindi a maggiore velocità e non più da server lontani, con ovvi problemi di velocità e latenza. 

“Chiunque usi OpenDNS o il Google Public DNS avrà immediati benefici da questa tecnologia”, ha affermato David Ulevitch a capo di OpenDSN. “Lo scenario peggiore è che le cose rimangano come sono oggi”, mentre nel caso migliore “i ritardi nella consegna dei pacchetti saranno ridotti al minimo”.

Non è un caso che al progetto partecipi anche Google, che ha grande interesse nel rendere il Web una piattaforma più veloce – anche per scopi commerciali. Pensate che oltre al proprio DNS pubblico, l’azienda ha creato il protocollo SPDY (Chrome con SPDY, navigare sul Web con il Turbo) e si è addirittura travestita da ISP, con somma gioia dei residenti alla Stanford University (Google è l’Internet Service Provider dei nostri sogni). Non possiamo inoltre dimenticare il browser Chrome, che fa della velocità un suo vanto.

Secondo David Ulevitch la nuova tecnologia è simile a “una rubrica telefonica che fornisce un po’ d’informazioni basate su una parte del vostro numero di telefono”. Nello specifico usa i primi tre quarti di un indirizzo IP. Ciò è sufficiente a delimitare la posizione di una persona, ma non per individuarla con precisione.

“Un server chiamato DSN resolver, gestito in genere da un ISP, ha il compito di trovare l’indirizzo IP del server che state cercando di raggiungere e poi fornire la vostra risposta al computer. Riprendendo la metafora della rubrica telefonica, è come se forniste il prefisso del vostro numero di telefono, ma non l’intero numero, e la rubrica telefonica vi offrirà il numero della pompa di benzina che è vicino a voi piuttosto che quella dall’altra parte della città“, scrive Cnet.

I sostenitori della tecnologia hanno stretto accordi con alcuni partner del settore della rete di distribuzione di contenuti (CDN). Queste aziende sono specializzate in mirroring di siti Web o altre operazioni su Internet, in modo che una persona possa accedere ai dati senza bisogno di richiederli a un server che è molto lontano.

Per ora tra i partner troviamo Bitgravity, Cloudflare, Comodo, CDNetworks, DNS.com ed Edgecast. Akamai e Limelight Networks, i due principali CDN, non sono ancora partner ma potrebbero diventarlo presto.
La tecnologia non è ancora uno standard, ma i sostenitori sperano che lo diventi entro un anno. Per questo hanno presentato una bozza alla IETF (Internet Engineering Task Force).