Schede madre

Gmail , una “semplice” copia di GmailTM

Google è accusata di violazione dei diritti di copyright. Independent International Investment Research , una società specializzata in analisi e consulenze finanziarie, ha dichiarato di aver lanciato sul mercato il suo servizio GmailTM nel maggio 2002, quasi 2 anni prima del noto Gruppo statunitense.

Il servizio mail era stato sviluppato dalla sussidiaria Pronet per far fronte alle esigenze interne delle banche e delle grandi istituzioni finanziarie che avevano bisogno di una soluzione confidenziale. In pratica disponeva delle stesse funzioni dell’attuale Gmail . Dopo 15 mesi di infruttuosa negoziazione la via legale sembra essere rimasta l’unica alternativa per dirimere la questione: Google , infatti, continua a sostenere di non aver violato nessun diritto. Shane Smith , CEO di IIIR, ovviamente, è di parere contrario ma non è sembrato ancora convinto per un’eventuale causa, visti i probabili costi. Sebbene le proposte di accordo non siano mancate l’incontro a metà strada non si è concretizzato.

âÂ?Â?Dovrà essere una mia scelta, come fondatore e maggiore azionista. Certamente non abbiamo intenzione di metterci da parte mentre un’azienda viola i nostri diritti di proprietà intellettuale; per ora abbiamo fiducia nella possibilità di individuare i fondi per raggiungere il nostro obiettivoâÂ?, ha dichiarato Smith .

Un’analisi commissionata ad una società indipendente aveva stimato l’anno scorso una royalty per il servizio Gmail di 45/61 milioni di dollari. Certamente IIIR aveva più volte ribadito il suo interesse nel ridiscutere l’intera cifra, ma il calcolo comunque si era basato su una tassa di royalty dello 0,5%, praticamente un’inezia.

La prossima mossa di Smith ? Probabilmente iniziare a cedere un po’ del suo pacchetto azionario per fare cassaâÂ?¦